India, continuano le violenze anticattoliche: cristiani bruciati vivi dagli estremisti indù

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UPDATE! 27 agosto: Sono salite a dieci le vittime cattoliche. Il Vaticano condanna duramente gli attacchi contro i cristiani.

UPDATE! Ore 14,15: Sono stati rapiti due gesuiti, spogliati e picchiati violentemente. Si teme per la loro vita.

È drammatica la situazione in India, nell'Orissa, dove è in corso un'ondata di violenze anticattoliche.

"Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni!": con questo slogan migliaia di indù legati al gruppo militante Vhp (Vishwa Hindu Parishad) hanno distrutto e raso al suolo chiese, conventi, parrocchie, e scatenato la loro furia verso i religiosi e le religiose che operano nella regione, senza pietà, fino a bruciare viva una suora di 20 anni e due laici che accudivano i bambini dell'orfanatrofio gestito da missionari cattolici a Khuntapali, nell'est del Paese (400 chilometri a ovest di Bhubaneshwar, capitale dell'Orissa). 

La nuova escalation di distruzioni è avvenuta dopo l'uccisione del leader radicale indù Swami Laxanananda avvenuta il 23 agosto, di cui sono stati accusati i cristiani. Sabrina Provenzani del blog Cindia propone un'intervista de La Stampa a S.H.Vedantam, presidente del VHP. "E' un assaggio di India reale, direi: Vedantam denuncia, con parole piuttosto deliranti, la presunta aggressività dei cristiani nelle conversioni e la loro responsabilità nella morte del segretario del VHP".

Le accuse sono state smentite seccamente dalle autorità ecclesiali, come riporta don Paolo del blog Passi nel deserto: "Noi cristiani" ha detto mons. Raphael Cheenath "rifiutiamo la violenza e condanniamo ogni atto di violenza e terrorismo. Appena saputa la notizia dell'assassinio di Swami Laxamananda Saraswati e di altri 5 suoi seguaci, ho diffuso una mia dichiarazione in cui condannavo con forza il vile attacco e le uccisioni. Ho chiesto a tutti di rimanere pacifici e in armonia. Noi vogliamo relazioni di amicizia con tutte le comunità". 

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Non è la prima volta che in India avvengono questi attacchi di violenza contro la minoranza cattolica: nel 1999 un missionario australiano, Graham Staines, fu ucciso assieme ai due figli da una folla inferocita che diede fuoco alla loro vettura.

Anche le suore di Madre Teresa sono state attaccate e quasi lapidate da un gruppo di estremisti indù. Il bilancio dei morti non è ancora noto, e secondo il quotidiano Avvenire "di fronte agli orrori di persone bruciate vive a causa della loro fede la comunità internazionale deve far sentire forte la sua voce".

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