Kenya: italiano di 75 anni accusato di sodomia su due minori ma è giallo

00prison%20kenya.jpg

In Kenya un italiano di 75 anni, Medado Caretta, è stato condannato dal giudice di Malindi a 5 anni di carcere con l'accusa di sodomia e abusi sessuale su due bambini. Il magistrato, nonostante l’età gli ha negato gli arresti domiciliari o il pagamento di una cauzione. Ma non sembra un caso così semplice e bisogna stare attenti a giudizi affrettati. Caretta sostiene di essere innocente, che tutto è stato inventato ed è solo un tentativo di estorsione.

La vicenda, riportata da Corriere.it, comincia nel 2004 quando alla porta della sua residenza a Kibokoni Estate bussano due ragazzini. Uno ha dieci anni l’altro è leggermente più grande. Chiedono l’elemosina. Lui sostiene di averli fatti entrare in casa, di averli fatti aspettare e di aver a ciascuno di loro regalato 200 scellini kenioti, un paio di euro.

Ma la storia raccontata dai parenti dei due piccoli è diversa: secondo loro l’italiano non solo li ha adescati ma dopo averli fatti entrare in casa ha sodomizzato il più grande e ha “succhiato il membro maschile” (testuale dalla denuncia) del più piccolo. Caretta viene messo sotto accusa ma evita il carcere solo in cambio di una cauzione equivalente a 5000 euro.

Comincia il processo che viene rinviato un’ottantina di volte e nel quale si ascoltano diverse versioni di altri testimoni come quella che Caretta ha invitato i ragazzini a entrare in casa promettendo di offrirgli biscotti e caramelle. I piccoli – secondo questa versione – l’hanno seguito. E’ stato a quel punto che lui li ha spogliati ne ha violentato uno e ha seviziato il secondo. Poi Caretta ha regalato i 200 scellini ai ragazzi facendogli promettere che non avrebbero raccontato a nessuno quanto accaduto.

Ma non vengono riportate prove di queste accuse e anche le analisi mediche sui due bambini hanno confermato la violenza sessuali, senza però ricondurla a Medado Caretta.

Da parte sua, l'italiano si difende dalle accuse mostrando documenti sul suo stato di salute e dichiarando: "sono gravemente malato di cuore e non posso avere rapporti sessuali. Figurarsi se rischio la vita per violentare due ragazzini".

E secondo un amico dell'anziano: "Quel povero vecchio non potrebbe far male a una mosca neppure se lo volesse. Occorre aiutarlo a uscire dall’inferno delle carceri kenioti". Violenze, angherie, cibo scadente, umiliazioni e provocazioni, ma anche botte, nessuna assistenza sanitaria e continue richieste di soldi, queste sono le carceri kenioti.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO