India: in Orissa cristiani picchiati e tagliati a pezzi

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Non si placa la violenza tra fondamentalisti induisti e cristiani. Tre corpi senza vita sono stati ritrovati nella notte nella zona orientale del Paese e solo ora si viene a conoscenza dell'uccisione di un cattolico, ucciso e tagliato a pezzi la sera del 24 agosto, alla fine dei funerali del leader radicale del gruppo indù Vhp, Swami Laxmanananda Saraswati, del cui assassinio vengono incolpati i cristiani e che ha scatenato le violenze.

Il bilancio delle vittime continua ad aumentare. A riferirlo è la polizia, che ha l'ordine di sparare a vista per chi viola il coprifuoco.

L'informazione più attendibile sulla reale situazione in Orissa e segnalata da don Paolo del blog Passi nel deserto , è quella riportata da AsiaNews, che riporta alcune testimonianze dirette delle religiose colpite, come  Suor Karuna che denuncia le numerose violenze sulle donne: “incendi e razzie continuano anche oggi; le donne vengono molestate e brutalizzate e gli estremisti fanno di loro quello che vogliono”.

Realmente non ci è dato di sapere se in India stia davvero rinascendo un odio anticristiano legato, pare, anche a ideologie che si rifanno al nazismo, continua Passi nel deserto. Quel che è certo è che che questi attacchi, almeno in India, non hanno precedenti e rappresentano senza dubbio una dura prova per la Chiesa indiana.

Un macello di cristiani, scrive Paolo di Lautrèamont del blog La Pulce di Voltaire , come quello avvenuto in Indonesia, come testimoniano queste tremende fotografie (sconsigliate a persone impressionabili e bambini).

"Vi sono due tipi di crocifissione, oggi: quella di chi viene perseguitato col carcere (Cina, Iran etc.) e quella per cui è perseguitato "solo" il suo corpo. In entrambi i casi il risultato è la fine dell'umanità e il ritorno allo stato barbarico (e pre-religioso). Contraddizione tanto più grave quando perpetrata in nome di un dio."

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