Lloret de Mar, El Gordo afferma: "Una voce mi ha detto di uccidere Federica"

Sarebbe stata una voce a spingere Victor Diaz Silva all'omicidio.

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UPDATE 1 dicembre 2011: il Gordo è stato condannato a 17 anni di carcere.


Sarebbe stata una voce a suggerire a Victor Diaz Silva il terribile omicidio di Federica Squarise. "Matala matala", le parole che echeggiavano nella testa del barista uruguayano che il 30 giugno scorso ha assassinato la giovane padovana a Lloret de Mar.


I verbali della polizia catalana, pubblicati dai quotidiani veneti del gruppo Finegil (La Nuova Venezia, Il Mattino di Padova e La Tribuna di Treviso), contengono le confessioni dell'uomo e chiariscono ulteriormente ciò che è accaduto la tragica sera del 30 giugno nella località balneare della Costa Brava.


Davvero agghiaccianti le rivelazioni di Victor che innanzitutto ribadisce di fumare crack da quando ha quattordici anni e di sniffare cocaina ogni weekend. Dice inoltre di non risiedere legalmente in Spagna e di avere un precedente penale per furto in Uruguay. 

LA SERATA: Il 30 giugno Victor si reca al lavoro come ogni giorno. E' uno dei baristi del Beach&Friend, un locale della cittadina di Lloret de Mar. Qui nota Federica insieme all'amica Stefania Perin, sono con un ragazzo di nome Maxi: "Hanno bevuto qualche bibita con lui, il quale le ha poi fatte bere ancora. Non parlavano bene lo spagnolo", afferma Victor. Successinamente le due amiche si spostano con un altro gruppo di ragazzi in un altro locale lo Yates. E' qui che Victor si unisce al gruppo:"Sono entrato nel bagno del locale con una signora italiana e ho fumato uno spinello", racconta il gordo, poi alcol a volontà: sei birre, sei chupiti e ancora due due spinelli. Aggiunge poi l'uruguaiano: "Le ragazze ballavano in modo seducente. Una tolse la camicia a Federica che se la legò in vita"


LE AVANCES: Usciti dall Yates, "Federica stava andando verso il Londoner (un altro locale ndr) - afferma Victor - io ho accelerato il passo perché lei era davanti a me di una trentina di metri. Quando l'ho raggiunta, le ho cinto un braccio attorno alla vita. Federica mi disse che voleva passeggiare e stare tranquilla. Io mi sono offerto di accompagnarla. E abbiamo parlato di pizza, pasta e dell'Uruguay". Mentre passeggiano Victor le accarezza le spalle e la schiena: "A questo punto ho pensato che quella sera avrei avuto un rapporto sessuale con lei". I due successivamente si staccano dal gruppo e si appartano, trovano una panchina e iniziano la avances nei confronti di Federica che inizialmente sembra accettare:"Le ho chiesto se potevo baciarla in bocca e lei mi ha detto di sì, le sfiorai il petto per poi toglierle la cintura e i pantaloni. Anche io mi abbasso i bermuda e inizio a toccarla. Ero eccitato. Volevo avere un rapporto sessuale con lei. Ma quando cerco di consumare lei mi dice no".


IL MOVENTE E L'UCCISIONE: Victor al rifiuto della giovane padovana è entrato nel panico: teme che Federica lo denunci. Solo a questo punto si sarebbe scatenata la furia omicida e una voce si fa insistente nella testa dell'uruguaiano: uccidila. Messe le mani sul collo Victor ha iniziato a stringere fino a toglierle il respiro. Una volta uccisa, ne ha trascinato il corpo per cento metri, lo ha nascosto e coperto con rami e foglie. Poi ha preso i vestiti della giovane ed è scappato.


LE ORE SUCCESSIVE: Victor è tornato a casa, ha dormito qualche ora e si è fatto una doccia: solo in quel momento si è reso conto di aver ucciso la giovane padovana, chiosa: "Solo qui mi sono reso conto di aver ucciso una ragazza, poi ho buttato via i vestiti di Federica prima di andare al lavoro verso le 10.20 dove non ho parlato con nessuno". E' nota la fuga a Tarragona da alcuni amici, qualche giorno di vagabondaggio (è qui, mentre chiede l'elemosina che gli viene regalata la Bibbia da una passante) e l'arresto. Le accuse sono pesantissime: omicidio volontario, aggressione e violenza sessuale. 


La triste vicenda di Federica ha inaugurato la stagione estiva della cronaca nera, ma Federica è stata solo una delle tante vittime della violenza sulle donne.
E proprio Laura Cogo, in un suo post, ha raccolto tutte le brutalità balzate alla cronaca nel mese di agosto: troppe. Senza contare ovviamente tutte quelle che rimangono celate per paura, ingenuità, forse disperazione. 

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