Roma, la bravata dei cinque studenti che hanno costruito un molotov con le istruzioni di You Tube: il video che li ha ispirati

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Sorpresi a lanciare molotov contro un muro a Roma, cinque studenti romani tra i 17 e 18 anni sono stati arrestati. 

Il piano era stato studiato perfettamente. Le istruzioni trovate sul sito di YouTube (anche se cercando su Google si trovano numerosi siti che forniscono le criminali istruzioni e su Youtube numerose proposte "fiammanti" dalla penna esplosiva alle palline di fuoco); il luogo dell'esplosione in una zona isolata quasi deserta e poi l'intenzione di condividere la loro bravata sul web.

Ma qualcosa è andato storto: il rumore di quelle bottiglie rimbombava fortissimo nel silenzio e una pattuglia insospettita si è recata sul luogo e ha trovato i cinque affaccendati nella produzione dei dannosi ordigni incendiari (considerati in Italia armi da guerra). Subito è scattato l'ammanettamento.

Tre diciottenni, L. P., F. M. e G. D. L., e due diciassettenni, G. B. e P. N., annoiati dall'estate romana, per ammazzare le giornate, hanno così optato per un passatempo criminale: hanno fatto esplodere alcune molotov in vicolo dell´Annunziatella, proprio davanti alla casa di cura Santa Lucia in zona Eur.

I ragazzi non erano della zona ma tutti studenti del Visconti, residenti nella Roma bene del centro storico. Fermati e portati al commissariato, i giovani hanno detto ingenuamente ai poliziotti: "Non avevamo nulla da fare".

Successivamente hanno precisato di avere visto su YouTube (online dal 31 marzo e inserita da un tale che si firma Lastarg e con un titolo piuttosto esplicito: "Come creare una bottiglia incendiaria molotov".)  e hanno voluto a loro volta provare a costruire i rudimentali ordigni, per poter poi comparire sul sito.

Proprio nel video di YouTube (qui sopra), si vedono alcuni ragazzi dal marcato accento camapano che riempiono una bottiglia di vetro verde con una miscela di insetticida e benzina. Chiusa con uno scampolo di stoffa la bottiglia viene lanciata contro un muro. "Appiccia appiccia", si sente gridare e poi l'esplosione di gioia "Una cosa impressionente", gridano.

Insomma una dinamica simile ma i ragazzi romani sono stati fermati in tempo. Per loro niente celebrità ma: per i tre maggiorenni un processo il 19 settembre mentre i tre minorenni sono stati portati al centro di via Virginia Agnelli e , ovviamente, il sequestro del telefonino.

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