Omicidio Suzanne Tamin, accusato imprenditore egiziano: aveva una relazione con la popstar ma veniva tradito

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Svelato il mistero sul mandante dell'omicidio di Suzanne Tamin, la popstar libanese trovata morta a Dubai. Si tratterebbe di Hashim Taalat Mustafa, ricco uomo d’affari ed esponente politico egiziano che tradito con un pugile iracheno ha commissionato il terribile omicidio.

L’imprenditore, forse accecato dalla gelosia, avrebbe commissionato l'omicidio a una sua guardia del corpo che avrebbe poi ucciso la donna su ordine dell'imprenditore.

Numerose le indiscrezioni che già nelle scorse settimane erano emerse sul coinvolgimento della personalità egiziana, vicinissima al figlio del presidente Mubarak.

Scrive il Corriere.it che secondo una prima ricostruzione Mustafa aveva una relazione con Suzanne e le aveva anche acquistato un bellissimo appartamento a Dubai. Ma sembra anche che la cantante avesse una liaison anche con un pugile iracheno.

E quando Mustafa ha scoperto la fedifraga partner coinvolta in un'ulteriore relazione lussuriosa, probabilmente geloso e tradito, ha inviato due emissari per convincere la donna a troncare la relazione promettendole una cospicua somma in denaro. Un tentativo però fallito che ha trasformato i mandanti in spietati killer.

Suzanne è stata infatti prima massacrata a coltellate e poi, successivamente, le è stato asportato il bellissimo volto con un taglierino.

Sempre Corriere.it svela che alcuni particolari dell’inchiesta erano già stati raccontati da un settimanale egiziano che era stato però subito ritirato dalle edicole per ordine della magistratura egiziana. Un intervento, si suppone, legato alle amicizie di Mustafa con il potere.

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