Garlasco, i legali di Stasi chiedono l'archiviazione del caso per l'omicidio di Chiara Poggi

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Mezz'ora di colloquio con la procura di Vigevano per spiegare verbalmente tutte le ragioni dell'innocenza di Alberto Stasi, il solo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.

Un futuro, quello di Alberto Stasi, il fidanzato bocconiano di Chiara, che è ancora da decidere.  Nonostante sia passato ormai più di un anno dalla notte in cui Chiara fu uccisa nella villetta della provincia pavese non vi sono ancora nè colpevole nè movente, solo un'ipotesi per quanto riguarda l'arma utilizzata dall'assassino.

Solo tante incertezze per questo giallo che, ormai da un anno, riempie le cronache italiane. Si attendono svolte: un rinvio a giudizio, un'archiviazione del caso, forse delle risposte. Per ora tra tanta incertezza si fa probabile l'ipotesi che la procura di Vigevano arrivi alla chiusura del caso (a fine mese verrano chiuse le indagini preliminari).

I difensori di Alberto che nel frattempo, il 4 agosto scorso, hanno presentato un dossier tecnico-scientifico in difesa dell'unico imputato, proprio ieri, hanno spiegato verbalmente alla procura le loro ragioni . Sessantaquattro pagine dove viene smontata la tesi del'accusa e viene proposta una nuova teoria sulle dinamiche dell'omicidio.

Sarebbero state infatti due le persone che hanno sposato Chiara dopo l'omicidio e, inoltre,  la traccia di sangue trovata dai carabinieri del Ris di Parma su un pedale della bicicletta di Alberto "non e' sangue umano. Quindi il Dna riconducibile a Chiara Poggi ha un'altra origine biologica''. Stasi sarebbe quindi innocente e totalmente estraneo ai fatti avvenuti il 13 agosto 2007 a Garlasco.

Una tesi che contrasta con quella fatta dalla scientifica, che considera le tracce di natura ematica. Non mancano le risposte dell'accusa che replica: come ha fatto Alberto a trovare il corpo senza lasciara una sola impronta? E come è possibile che le scarpe siano immaccolate?

Uno dei legali difensori di Stasi, il professor Angelo Giarda, ha ribadito ai pm che rimarrebbe "meravigliato" se ci fosse una chiusura di indagini nei confronti del loro assistito, "e non una richiesta di archiviazione, perché la nostra consulenza dimostra che Stasi è estraneo all'omicidio".

Quel che è certo è che nelle prossime settimane difesa e accusa si daranno battaglia. 

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