Agguato di Nuoro, freddati a fucilate i due fidanzati ma resta sconosciuto il movente

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Appostati nel buio della notte hanno sparato. Colpi precisi, meditati e letali nella notte del 3 settembre, a Irgoli, un piccolo centro agropastorale del nuorese: hanno  tolto la vita a Mario Mulas, di 36 anni, e la fidanzata Sara Cherchi, di 28.

I sicari hanno freddato a fucilate i due fidanzati sardi stavano rinetrando a casa, dopo aver trascorso la serata in un agriturismo della zona. I proiettili hanno colpito in pieno la coppia. L'uomo è morto sul colpo, mentre la donna, ferita alla testa e al torace, é stata trasportata nell'ospedale di Nuoro dove è poi deceduta.

Avvolti dal mistero sia il movente che gli assassini. Visto il modo in cui gli assassini si sono appostati, scrive l'Ansa, per poter sorprendere i bersagli con un fuoco incrociato, si pensa a un omicidio premeditato. Forse un regolamento di conti, forse una vendetta, forse un tentativo di rapina, forse un delitto passionale, per ora solo ipotesi.

Nel frattempo si scava nella vita e nel passato dei due fidanzati.

Mulas aveva una condanna a tre anni di reclusione per una rapina compiuta nel 1999 a Pozzomaggiore (Sassari), dove con altri due complici aveva preso in ostaggio un'impiegata dell'ufficio postale. Tornato in libertà, Mulas si era messo a lavorare come carrozziere e sembrava essere cambiato.

Un cambiamento probabilmente anche dovuto alla relazione con Sara Cherchi, casalinga 28enne, figlia di un maresciallo dell'Arma in pensione, che aveva lavorato a lungo nel Nucleo operativo del Comando provinciale di Nuoro.

Da poco i due convivevano in un appartamento vicino alla carrozzeria di Mulas, vicino a dove vivono due fratelli della vittima.

Quel che stupisce e preoccupa maggiormente è che, dei dieci omicidi compiuti in paese negli ultimi quindici anni, le indagini fatte non hanno mai portato a identificare e arrestare un solo colpevole.
 

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