Anna Maria Franzoni vuole incontrare i suoi figli fuori dal carcere, magari nel suo agriturismo

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Quasi sentivamo la sua assenza dalle cronache, quando eccola riapparire. La Medea più mediatica d'Italia: Anna Maria Franzoni.

La donna che è stata condannata a 16 anni di reclusione per l’omicidio del figlio Samuele (pena ridotta a 13 grazie all’indulto) ieri mattina, in carcere, ha incontrato lo psichiatra Renato Ariatti e il neuropsichiatra infantile Giovanni Battista Camerini al fine di incontrare i suoi figli fuori dal carcere.

"I due medici, raccontano da Cronaca Qui, sono stati incaricati della perizia, disposta dal giudice di sorveglianza Riccardo Rossi, propedeutica alla commutazione dei permessi di lavoro esterni con quelli di visita, sempre esterni, richiesta dalla Franzoni, che ha manifestato l’intenzione di incontrare i figli fuori dal carcere. All’incontro di ieri ha presenziato anche il neuropsichiatra Lodovico Perulli di Venezia, perito di parte nominato dalla mamma di Cogne".

Insomma un incontro per fissare un calendario degli appuntamenti futuri e per capire dove questi incontri potranno svolgersi (la Franzoni non è nuova a perizie psichiatriche). Incontri in cui verranno nuovamente valutate le condizioni psicologiche della donna, le capacità genitoriali, il rapporto con i figli. Inoltra la Franzoni sarà sottoposta al protocollo di valutazione “Stable 2000” per la valutazione del rischio di recidiva per chi ha commesso reati violenti. In 60 giorni (salvo proroghe) verranno depositate le conclusioni.

L'impressione è che siano state buttate all'aria tutte le ragioni della Cassazione dalle quali si evinceva che la Franzoni era pari o peggio di un killer. La sua razionale lucidità nell'uccidere Samuele in uno stato passionale momentaneo sembra acqua passata. "Nessun vizio di mente - scriveva Cronaca Qui - Ma solo (solo?) un conflitto interiore, il cui “polo nascosto” poteva essere costituito dalla preoccupazione nutrita per la salute di Samuele (...)» inserito in una personalità affetta «da disturbi d’ansia con fenomeni di conversione somatica e caratterizzate da componenti isteriche".

Qualche tempo fa si parlava di presunti privilegi per la Franzoni, e anche questa volta siamo sicuri che non mancheranno le polemiche; perchè gli incontri potrebbero avvenire nella casa in cui i bambini vivono con il padre; o anche a Monteacuto, nella villa dei nonni materni. O, ancora, nell’agriturismo di famiglia. 

E già, "il carcere è triste" - chiosò la Franzoni -"gli abbracci qui diventano mesti, pieni d'angoscia. Ma chissà perchè, quel 30 gennaio 2002, di quegli abbracci non sentiva il bisogno.

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