Israele, trovata la valigia rossa con dentro il cadavere della piccola Rose

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Dopo settimane di ricerche nel fiume Yarkon, alla periferia di Tel Aviv, si stava per perdere la speranza di ritrovare il corpo. Anzi si sperava che la storia della piccola Rose potesse avere un epilogo differente.

E invece mercoledì scorso è stata trovata la valigia rossa con dentro Sommozzatori della polizia hanno recuperato una valigetta, contenenti un cranio e altri resti umani, il cadavere della piccola Rose, picchiata e uccisa dal nonno-patrigno. Un orrore che ha sconvolto la stessa polizia per l'atrocità e l'indifferenza nel quale si è consumato. 

 

La storia di Rose sembrava inizialmente la storia di una bambina scomparsa, rapita, una storia simile a quella della piccola Maddie McCann. La stessa età, gli stessi occhi innocenti. Rose è sparita a maggio ma la denuncia della sua scomparsa risale a poche settimane fa.

La sua storia è quella di una famiglia fragile, distorta, inquietante. Una storia intessuta di violenze e trascuratezza: una bambina "difficile", fragile e maltrattata, "sballottata" fra le famiglie (anche la nonna paterna l’ha avuta in custodia) perché nessuno se la sentiva di gestirla.

Proprio ieri Ron il nonno, a sorpresa, ha urlato la sua innocenza a giornalisti "L'ultima volta che l'ho vista era ancora viva, vi supplico, cercatela, cercatela..."

(di seguito alcune immagini da AP)

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L’accusa è omicidio premeditato. Un anno fa Marie, la madre di Rose, scopre che il padre abusa della bambina in Francia. Chiede l’affidamento e nel dicembre 2007, Rose arriva in Israele. Ma è una bambina persa: non conosce sua madre, non parla il francese e tantomeno l’ebraico.

Marie aveva divorziato dal padre di Rose per sposarsi il suocero, Ronny. Ronny e Marie non sanno gestire la situazione e decidono di affidarla alla bisnonna Vivian, ma un giorno di maggio la bisnonna chiama il figlio e dice che con Rose non ce la fa più. Ronny arriva con una valigia e porta via la bimba. Nessuno l’ha più rivista.

Viene chiamata la polizia e alla fine Ronny, il nonno-patrigno, dopo essersi inventato assurdità come "è in una scuola ebraica ultraortodossa" "l’ho venduta ai palestinesi", crolla e riporta l'atroce verità: quel giorno lasciando la casa della madre ha perso la testa, ha colpito Rose e l’ha uccisa senza volerlo. Preso dal panico, l’ha schiacciata in una valigia e l'ha buttata nel fiume Yarkon alla periferia di Tel Aviv.

E la madre? Marie era a conoscenza di tutto. "Non voglio vederla più, falla sparire", gli avrebbe detto. Ed emerge anche che quando sono cominciate le indagini la madre avrebbe chiesto aiuto ad un'amica: "Devi trovarmi una bambina di 5 anni, altrimenti Ronny va in galera". Una sostituta della povera Rose.

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