Tragedia K2: Confortola "Mi amputeranno tutte e dieci le dita dei piedi"

confortola.jpgSarà operato questa mattina a Padova Marco Confortola, l'alpinista scampato quest'estate ad una valanga sul K2.

I medici gli amputeranno tutte le dita dei piedi, colpite da congelamento durante la scalata alla seconda vetta più alta al mondo. Sarà salvato il metatarso, e sembra che "tra qualche mese potrò tornare a scalare", afferma Confortola.

"Mi amputeranno tutte e dieci le dita dei piedi, però io ho solo un obiettivo che e' quello di guarire e non mollare. Tornero' a scalare, ma mai piu' sul K2" continua Confortola su Repubblica.it "Hanno detto di tutto su questa vicenda, hanno detto che siamo andati in cima tardi, tanti dicono cosa vanno a fare, se la sono cercata. Non e' cosi', assolutamente. Perche' se tutto andava bene e non succedeva di stare fuori la notte, io andavo in cima al K2 senza ossigeno e tornavo a casa mia senza nessun problema. Mi amputeranno penso tutte e dieci le dita dei piedi, pero' io ho solo un solo obiettivo che e' quello di guarire. Non mollo, non mollo e infatti quando guardo fuori dalla finestra dell'ospedale mi viene l'angoscia perche' io sono abituato a guardare le mie montagne ed i miei boschi. Ma non mollo, assolutamente".

Perché scalare per Confortola è "la mia vita, il mio mondo" non più sul K2, una montagna che "è stata clemente con me, gentile con me, perche' mi ha risparmiato, però con gli altri e' stata spietata".

Dopo la tragedia del Nanga Parbat e la morte di Unterkircher, nella spedizione partita ad Agosto sono state ben undici le vittime sul K2, (per una ricostruzione dei fatti leggi qui) una vetta desiderata da molti, spesso inesperti e impreparati.

Nelle sue dichiarazioni Confortola fa riferimento alle polemiche esplose al suo ritorno dove in molti, come Messner, hanno affermato che "La richiesta di salire su una montagna come il K2 è sempre in aumento ma la maggior parte degli alpinisti che vorrebbero scalarlo non ne hanno le capacità  e così avvengono le tragedie. Purtroppo però, per scalare il K2 è quantomai necessaria la preparazione, e non solo quella fisica".

Non ci si può improvvisare scalatori: ed è grazie alla sue esperienza che Marco Confortola è stato l'unico a salvarsi, l'unico che ha saputo scendere dal "collo di bottiglia" nonostante i piedi neri per il principio di congelamento.

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