Strage della camorra a Castelvolturno: sette vittime, gli immigrati in rivolta

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UPDATE! Ore 15,15: Aumenta la rivolta degli immigrati davanti al negozio dove sono stati uccisi gli stranieri. Bastoni alla mano, hanno frantumato le vetrine di alcuni negozi e rivoltato auto in mezzo alla strada, distruggendo vetri di altre vetture ferme. Ecco alcune immagini tratte da Corriere.it:

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Una strage, che appare sempre di più come una spedizione punitiva nei confronti di sette extracomunitari. Volevano spacciare senza pagare la tangente al clan dei Casalesi. Una vera mattanza, un segnale forte della presenza della camorra. 

La strage, avvenuta la notte scorsa a Castelvolturno, è stata opera di tre killer. Hanno sparato cento colpi: una pioggia di piombo contro il nuovo clan degli immigrati. I sicari indossavano i giubbetti dei carabinieri. Sono piombati dentro la sartoria retta dagli extracomunitari intorno alle nove e mezza di sera e hanno sparato con kalashnikov e pistole calibro 9. Non hanno lasciato scampo neppure a un giovane di colore che era a bordo di un'auto ferma lì vicino: i carabinieri lo hanno trovato ancora seduto al volante, la cintura di sicurezza ancora allacciata.

Sette le vittime in due agguati. Tre ghanesi, un liberiano e un immigrato del Togo morti sul posto; un altro liberiano morto stamane in ospedale. Resta in gravi condizioni un altro straniero. E poi c'è il titolare della sala giochi di Baia Verde. Probabilmente due episodi collegati. Di seguito alcune immagine tratte da Repubblica.it:

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Poco prima, infatti, i sicari erano passati dalla sala giochi e col volto coperto hanno ucciso il titolare del locale, Antonio Celiento, 53 anni, ritenuto affiliato al clan degli Schiavone.

Per ora la pista che si sta seguendo è quella di una vendetta del clan dei Casalesi e in particolare si sta indagando su tre latitanti: Alessandro Cirillo, detto 'o sergente', Giuseppe Setola e Giuseppe Letizia detto 'o zuoppo'. I tre, insieme con i boss Antonio Iovine e Michele Zagaria, sono considerati tra i latitanti più pericolosi d'Italia. Da mesi stanno portando avanti, tra Villa Literno, Casal di Principe ed il litorale domiziano, una vera strategia del terrore. 

Tensioni e disagi per la città dove in questo momento è esplosa la rivolta degli stranieri che difendono le vittime ribellandosi alle accuse di essere camorristi: "Ci vogliono cacciare, ce l'hanno con noi. E' razzismo"

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