Egitto, è mistero sulla liberazione dei turisti italiani, la Farnesina: "Non ci risulta"

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UPDATE! Ore 15,16: L'Ansa riporta la notizia che il gruppo di rapitori degli undici turisti europei, tra cui cinque piemontesi, e degli otto accompagnatori egiziani e' stato localizzato. Niente blitz, secondo il Ministro del Turismo egiziano "stanno bene e non sono minacciati". 

 

E' giallo sul rapimento dei 5 turisti italiani in Sudan. La conferma della liberazione era arrivata ieri dal Ministro degli Esteri egiziano ma poi in serata, a sorpresa, c'è stata la smentita da parte dalla Farnersina: "Non ci risulta" e "La trattativa è ancora in corso".

Restano notizie contrastanti anche sul rapimento: una banda di uomini mascherati al confine con Sudan e Libia, avrebbe bloccato il gruppo di turisti, 19 in totale. Oltre ai cinque italiani, ci sono anche cinque turisti tedeschi, una romena e otto egiziani che li accompagnavano, fra guide, personale di sicurezza, autisti.

Erano a bordo di tre fuoristrada sull' altopiano desertico nella zona del Gilf al Kabir, al confine fra Egitto, Libia e Sudan noto per le incisioni preistoriche e come meta di viaggiatori particolarmente avventurosi. Gli italiani sono tutti originari di Torino e provincia: si tratta di Lorella Paganelli di 49 anni, Giovanna Quaglia di 52, Walter Barotto di 68, Mirella De Giuli di 70 e Michele Barrera di 72.

A dare per prima la notizia del presunto rilascio degli ostaggi in Sudan è stata, nel pomeriggio di ieri, l’emittente Al Jazeera, che ha delineato due possibili scenari, entrambi convalidati da diverse fonti: quello della liberazione, appunto, e quello di una trattativa ancora in corso fra le autorità egiziane e i rapitori, che avrebbero chiesto un riscatto di 15 milioni di euro. Ma la confusione è cresciuta in serata, e il balletto tra smentite e conferme tra il ministro degli Esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit, e le Nazioni Unite è ancora in corso (ecco le immagini dei tre turisti italiani rapiti).

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Dichiarazioni che si sono successivamente rivelate affrettate. E che il Cairo ha smentito due ore dopo. Gli sforzi egiziani per liberare i turisti europei «sono in corso», ha riferito l’agenzia egiziana semi-ufficiale Mena, che cita un responsabile egiziano.

Un luogo fuori dai circuiti del turismo di massa, una sorta di "terra di nessuno" per il quale serve un permesso speciale da parte delle autorità egiziane. Una terra che è ancora patria di predoni a caccia di riscatti dove negli ultimi tempi sono aumentati i sequestri di turisti ceduti poi a gruppi politicizzati. La tensione resta alta per la sorte dei 19 turisti, continueremo a seguire la notizia su Blogosfere Cronaca e attualità.

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