Prof delle media picchiata a scuola, le riflessioni di "Passi nel Deserto"

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di don Paolo Padrini

Quando arriveremo alle pistole in classe? Quando arriveremo a sentire anche nei nostri TG notizie di stragi a scuola, come nei campus americani?

Mai. Lo spero davvero....

Ma purtroppo le notizie che ancora una volta ci giungono dalla scuola italiana non sono confortanti. Non si sa moltissimo di questo ultimo fattaccio di cronaca nero-scolastica (forse sarebbe giusto coniare questo nuovo modo di dire giornalistico?). Un brevissimo annuncio apparso appena ora su alcuni quotidiani on lice.

A Palermo, una insegnante della scuola media "Giulio Bonfiglio", è stata picchiata e mandata al pronto soccorso dell'ospedale della zona, da alacuni studenti di terza media. Non si conoscono altri particolari. Non si sa chi siano i ragazzi, se siano studenti della povera professoressa e della stessa scuola oppure no....

Tutto al momento è al vaglio delle autorità di polizia.

Ma a noi basta questa scarna notizia per segnalare ancora una volta che la scuola italiana versa in una situazione molto delicata.

Una situazione che non può essere generalizzata ma che merita, oltre ogni notizia sensazionalistica di essere analizzata ed affrontata.

Non voglio infatti limitare il mio allarme al fenomeno del bullismo. Qui non si tratta ormai solo di quello. O meglio, non possiamo più permetterci di fare l'errore di confondere fatti di bllismo con problemi ben più subdoli e radicati.

Il problema è quello della presenza educativa della scuola e dell'autorità.

La scuola - lo so che sembrerò demagogico ed un po' retro -  deve tornare ad essere un luogo di educazione e di strutturazione dell'aire sociale dell'alunno. Un luogo nel quale ci si strutturi secondo le dinamiche della responsbailità e delle regole, dell'agire personale e di quello civile.

[continua a leggere]

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