Egitto, liberati i turisti rapiti, la conferma dalla Farnesina: "Tutti liberi, stanno bene" ecco le prime immagini

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UPDATE! Ore 11,44: La TV egiziana ha riportato la notizia che i turisti sono stati liberati e stanno bene. Il ministro degli Esteri Franco Frattini da Belgrado, ha confermato la notizia. Siamo in attesa di ulteriori aggiornamenti, ha dichiarato Frattini che in questo momento sono al sicuro in mano alle forze egiziane. Ecco le prime foto dei turisti liberati all'aeroporto del Cairo:  

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Ore di angoscia per i 5 turisti italiani rapiti da più di una settimana nel deserto tra Egitto e Sudan: fino a questa mattina si era pensato che nella sparatoria avvenuta al confine libico nell’area di Jebel Uweinat fossero stati uccisi sei rapitori ma da pochi minuti è arrivata una smentita da parte del ministro degli Esteri Franco Frattini: "non è stato affatto un blitz, i nostri connazionali non c'erano". Quindi si è trattato solo di una sparatoria ad un posto di blocco senza nessun legame con gli ostaggi. Ma questa non è una buona notizia, perché dalle dichiarazioni della Farnesina, non si ha idea di dove siano i rapitori e le ricerche brancolano nel buio.

Secondo una prima ricostruzione confermata dall'esercito sudanese, come riportata da Torino 2.0, alcuni uomini armati a bordo di un veicolo che procedeva ad altissima velocità con sopra i sequestratori e gli ostaggi, non si è fermato all'alt del posto di blocco provocando una sparatoria.

Le dichiarazioni sul ruolo del governo di Khartoum nella sparatoria in cui ieri sono stati uccisi sei dei rapitori dei 19 ostaggi rapiti in Egitto, apparse su alcuni giornali, "sono dannosissime" continua Frattini. E' stato riportato anche che durante lo scontro altri 35 uomini armati provenienti dal vicino Ciad sono intervenuti in soccorso dei sequestratori e hanno portato via i 19 ostaggi. Secondo queste dichiarazioni i turisti rapiti si trovano ora nella zona di Tabbat Shajara a 30 chilometri dalla frontiera con il Sudan.

A questo punto anche queste dichiarazioni sono false? La mancanza di collaborazione con le autorità dei paesi coinvolti (come l'Egitto) rende ancora più complicato il ritrovamento. Notizie confuse, contraddizioni continue, il governo egiziano sembra più interessato a tener coperta la vicenda e dare meno informazioni possibili e nel regime di Mubarak, il rais al potere assoluto da 27 anni, esplodono le proteste dei blogger per come è stata gestita l'emergenza. Stampa e tv egiziana hanno dedicato alla notizia il minimo indispensabile, forse perché il business del turismo conta un giro di 8 miliardi di dollari con 11 milioni di visitatori stranieri l'anno?

Intanto si continua a temere per la sorte dei turisti, tutti del Torinese, partiti il 13 settembre da Torino per vivere un viaggio avventuroso alla scoperta della remota regione del Sahara al confine tra Egitto e Sudan, lontano dalle comodità dei circuiti del turismo di massa, da dieci giorni nelle mani dei rapitori, dopo aver sconfinato in territori patria di predoni e gruppi di ribelli politici (di seguito alcune immagini del loro viaggio tratte da Corriere.it ):

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