Parma, Emmanuel dovrà operarsi all'occhio, intanto spunta una supertestimone del pestaggio

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Emmanuel Bonsu Foster, il ragazzo scambiato per uno spacciatore che sarebbe stato vittima di un episodio di violento razzismo da parte dei vigili urbani di Parma, è stato ricoverato per il peggioramento della ferita all'occhio sinistro, che gli ha causato forte dolore nella parte sinistra del volto e problemi di equilibrio. e sarà sottoposto a un intervento chirurgico nel reparto di chirurgia maxillo-facciale.

Intanto proseguono le indagini e nei prossimi giorni il magistrato dovrebbe ascoltare gli agenti accusati dal giovane e, compatibilmente con il ricovero in ospedale, lo stesso ventiduenne.

Ci sarebbe una supertestimone pronta a testimoniare (in TV ovviamente, questa sera su "Chi l'ha visto?" ) che avrebbe visto una parte di ciò che è accaduto il 29 settembre, quando Emmanuel ha accusato i vigili urbani di averlo insultato e picchiato. ''Ho sentito urlare. C'era quel ragazzo per terra, con quattro uomini e una donna che lo tenevano per non farlo muovere. Uno di quel gruppo gli ha dato un calcio nel fianco, e lui ha urlato''. ''La scena era molto forte, e io ero scossa. Ho visto poi che lo portavano via, e uno degli uomini saliva sulla sua bicicletta. Il ragazzo ha urlato: "Perchè mi portate via la bicicletta?". E uno del gruppo gli ha dato un altro pugno nel fianco e gli ha detto: "Stai zitto''.

Gli eventi delle ultime settimane sembrano dipingere (in particolare agli occhi esteri) un'Italia sempre più razzista e xenofoba, ma secondo il Ministro dell'Interno Maroni non c'è un "allarme razzismo", sono episodi isolati da condannare ma "strumentalizzati dall'opposizione in duri attacchi al Centrodestra".

La pensano diversamente le comunità africane che si sono raccolte a Parma per dar vita ad un corteo anti-razzismo ed esprimere così la loro solidarietà a Emmanuel, in occasione del Festival Ottobre Africano. "Abbiamo paura. Gli eventi degli ultimi giorni ci pongono delle domande e noi cerchiamo delle risposte. Cosa è cambiato? Cosa diremo la sera quando tornando a casa vedremo i nostri figli che ci guardano con il sorriso chiedendoci. 'Papà, come stai'?". "Abbiamo messo sulle braccia la fascia nera e bianca per dire che siamo con tutti quelli che hano paura, bianchi o neri che siano. La nostra città, città di cultura, lo è non solo per il Festival della poesia, per il Festival Verdi, ma crediamo anche per il Festival Ottobre africano. Forse è arrivato il momento di parlare di sicurezza, immigrazione, cultura". 

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