Manfredonia, segregata e violentata in casa per due anni si libera grazie un sms

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Si libera grazie a un sms inviato alla madre nel quale denuncia la sua prigionia. Il fattaccio è successo a Manfredonia, in provincia di Foggia, dove una polacca di 28 anni è stata costretta in schiavitù per oltre due anni dal compagno-padrone, un operaio polacco di 29 anni: Sylvester Kopiczko.

Per mesi, la donna aveva tentato la fuga, ma senza successo. Solo alcuni giorni fa è riuscita, con un sms, a contattare la madre. E così la sua prigionia è finita. La donna ora, racconta a fatica la sua tragedia fatta di violenze e abusi tutti ripresi da una telecamera. E lo fa stringendo tra le braccia il figlio di un anno, frutto delle violenze subite.

Continua la giovane raccontando di avere conosciuto l'uomo non appena arrivata in Italia e di essersi fidata. Una volta andata a vivere con lui in un casolare nella periferia del paese ha capito che, quell'uomo che lavorava come bracciante, con un contratto regolare di lavoro e che sul posto di lavoro era stimato da tutti, si sarebbe trasformato in un terribile aguzzino.

Porte e finestre erano sempre sbarrate, scappare era impossibile. Solo il caso, ha permesso alla giovane di chiedere aiuto: l'uomo ha infatti dimenticato a casa il cellulare e la giovane lo ha subito usato per inviare un messaggio alla madre che vive in Polonia. E così, scrive Repubblica.it, la polizia polacca ha allertato quella italiana e l'incubo è finito.

Gli agenti hanno bussato alla porta del casolare presentandosi come veterinari dell'Asl, al fine di evitare qualsiasi reazione violenta da parte dell'uomo che, come dalla  previsioni, ha tentato di scappare. Arrestato l'uomo dovrà rispondere all'accusa di sequestro di persona, violenza sessuale, riduzione in schiavitù, resistenza, minacce, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

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