Perugia, giovane rumena uccisa a morsi e testate per gelosia, fermato il fidanzato

perugiarumena.jpg Perugia, la splendida città dell'Umbria, torna ad essere teatro della cronaca più nera. I carabinieri hanno trovato il corpo di una donna di 24 anni, rumena, in un appartamento della frazione Bastardo di Giano con numerose ferite alla testa tagli e morsi per tutto il corpo. 

Le indagini hanno portato al fidanzato Farcas Iount, 23 anni, rumeno, che dopo un lungo interrogatorio durato per tutta la notte nella caserma di Spoleto, ha confessato l'omicidio ed è ora accusato di omicidio aggravato. Una morte violenta per la giovane badante. Sarebbe stata massacrata di botte, colpita con un corpo contundente e da taglio e sul suo corpo sono evidenti segni di morsi e testate. Sarà comunque l'autopsia a fare piena luce sulle cause esatte che hanno portato alla morte della giovane.

Un delitto cruento e spietato, avvenuto nella stessa abitazione dell'operaio dove da qualche tempo abitava anche la vittima. Nella casa abitava anche un fratello dell’uomo, che ha scoperto il cadavere e dato l'allarme. Il rumeno, subito dopo il delitto, tra le 19 e le 19.30, sarebbe fuggito in motorino, per poi essere rintracciato nel giro di una ventina di minuti dai carabinieri e condotto in caserma. Era in stato confusionale. 

Entrambi in regola con il permesso di soggiorno, la giovane rumena da qualche mese era arrivata nella casa dell'uomo per vivere con lui. Ma stando alle testimonianze dei vicini di casa (nell'area del "Villaggio Enel" dove vivono gli immigrati) erano frequenti i litigi tra i due, incomprensioni pressoché quotidiane che sarebbero state dettate in prevalenza dalla gelosia di lui. Episodi che si sarebbero ripetuti anche negli ultimissimi giorni, fino a sfociare nella selvaggia aggressione alla fidanzata, con l’uomo che l’avrebbe colpita a lungo e senza pietà, fino a toglierle la vita.

Un massacro feroce e senza precedenti che, secondo quanto dichiarato, ha portato lo stesso autore dell'omicidio a fermarsi per vomitare durante la sua fuga. Cosa può portare ad un gesto così disperato? Follia? La disperazione? "Simili drammi, legati a quanto pare a questioni sentimentali, non possono che turbare una comunita' tranquilla come questa, in simili circostanze ci sono poche risposte a tanti perchè" commenta Paolo Morbidoni, sindaco di Giano dell'Umbria.

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