Omicidio Perugia, parla il padre di Sollecito: "Raffaele sta male"

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Amanda aveva preceduto tutti e già nello scorso mese di luglio aveva fatto sapere per filo e per segno i dettagli della sua vita da "galeotta" (qui). Oggi a parlare è il papà di Raffaele Sollecito che, dalle pagine del quotidiano freepress City, ci aggiorna sulle condizioni del figlio. Raffaele Sollecito, il giovane barese è rinchiuso nel carcere di Terni da 337 giorni con l'accusa di avere ucciso insieme alla fidanzatina Amanda Knox e all'ivoriano Rudy Guende a Perugia, la studentessa inglese Meredith Kercher.

Il signor Francesco Sollecito afferma "ora sta molto peggio di prima. Più passa il tempo più non si capacita di perché lo tengano in carcere. Se prima lo poteva attribuire all'"arrabattamento" iniziale delle indagini, ora è incomprensibile"

Nell'intervista il signor Francesco racconta di andare a trovare Raffaele nel carcere di Terni: "Tutte le volte che me lo concedono, sei ore al mese" e di sentire per telefono il figlio "Ogni mercoledì lui può fare una telefonata di 10 minuti a casa, a Giovinazzo. Cerchiamo di fargli trovare sempre qualche amico o i cugini. E spesso gli strappano una risata".

In carcere Raffaele cerca di impiegare il tempo per non pensare e collabora: "Con una professoressa che tiene lezioni di informatica ai detenuti" e "sta creando un database per gestire i dati della biblioteca del penitenziario". Inoltre fa sport: "Gioca a calcetto due volte alla settimana. Prima a Raffaele non piaceva molto questo sport; ora invece non perde occasione. Così occupa il tempo no? E si muove un po'", corre per mantenere il tono muscolare, ha rispreso a studiare e va a Messa ogni volta che può.

E sulle canne del filglio Raffaele chiosa: "Gli mancava un po' la serenità. Per questo ogni tanto utilizzava questi mezzucci per rilassarsi".

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