Omicidio Meredith, ecco il video americano che accusa di superficialità la polizia italiana

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UPDATE! ORE 17.00:
Meredith Kercher è stata uccisa da un unico killer, una persona robusta. Questa la posizione assunta davanti al gup di Perugia dai difensori della Knox che, durante l'arringa, spiega Corriere.it, hanno chiesto il proscioglimento della loro assistita.
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Mentre
Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guende si preparano a rientrare nell'aula del tribunale di Perugia per ascoltare le arringhe della difesa, è spuntato ieri un video in cui si accusa la polizia italiana di avere inquinato le prove.

Il video (qui sotto), di cui alcuni spezzoni sono già stati mostrati da Telenorba, è stato trasmesso ieri dalla tv statunitense Nbc e attacca duramente il lavoro svolto dalla polizia italiana. A commentarlo Ann Bremner, avvocato statunitense ingaggiato dai friends of Amanda, il quale parla di errori, incopetenza e superficialità. Polemiche non nuove, infatti già qualche settimana fa, il pretigioso quotidiano americano New York Times, difendendo la sua "pupilla Amanda", aveva definito il processo per la tragica uccisione di Mez un "puzzle case", a causa della continua fuga di notizie e della morbosa attenzione dei media italiani.

Nel primo fotogramma trasmesso dalla Nbc, scrive Corriere, si vede una poliziotta sfondare una porta della villetta di via della Pergola con un calcio. In apparenza sembra l'ingresso della casa dell'omicidio, in realtà è l'uscio del piano di sotto, dove vivevano i ragazzi marchigiani tra cui il fidanzato di Meredith Kercher Giacomo. L'avvocato Ann Bremner parla di "Fellini Forensic", medicina legale alla Fellini, con investigatori che fanno rilevazioni senza indossare protezioni per i capelli e aprono senza accortezza la trapunta che ricopriva il cadavere di Meredith.

Nessuna replica dalla procura di Perugia che si limita a riferire l'assurdità di una critica fatta a 9000 km di distanza.Tanto più che gli esperti della difesa dei tre imputati hanno visionato più e più volte quei filmati, ma non hanno mai avuto nulla da polemizzare.

Ma dagli Stati Uniti, scrive Corriere , rincarano la dose di accuse, puntando il dito anche contro i media europei, "colpevoli" di seguire con troppa morbosità il caso al punto da rendere pubblico il diario personale di Amanda.

La sensazione è che si tratti di "spezzoni montati ad arte".

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