Caso Saviano, quando la protesta corre sul web

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"Ringrazio chi in questi giorni ha sentito che il mio dolore era anche il suo dolore" ha scritto Roberto Saviano in una lettera pubblicata sul suo sito, in risposta ai molteplici appelli a sostegno dello scrittore campano che con il suo libro Gomorra ha raccontato le dinamiche criminali della camorra, denunciando gli interessi e gli intrecci del clan dei Casalesi. Appelli illustri di premi Nobel come Dario Fo, Mikhail Gorbaciov, Rita Levi Montalcini, Orhan Pamuk, raccolte firme su Repubblica.it (dove oltre a sostenere Saviano sostieni anche lo spam di Repubblica) ma soprattutto decine di gruppi e pagine dedicate su MySpace e Facebook e una manifestazione nazionale organizzata grazie alla mobilitazione del sito Io Sono Saviano.

 "L'unione fa la forza. Ecco come cambia la capacità di espressione dell'opinione pubblica con i social network" sottolinea Luca Dello Iacovo del blog Comunità Digitali riportando il ringraziamento di Saviano: "Grazie ai social network Facebook e Myspace, da cui ho ricevuto migliaia di messaggi e gesti di vicinanza, che hanno creato una comunity dove la virtualità era il preludio più immediato per le iniziative poi organizzate in piazza da persone in carne e ossa"

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Ben prima dell'appello di Repubblica e dei sette premi Nobel l'aggregazione sociale attraverso Facebook si era mossa. Massimo Brignolo del blog Visti da Lontano segnala che il gruppo più numeroso che conta già 71.000 iscritti è Nessuno Tocchi Saviano, che raccoglie adesioni per una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, richiedendo di farsi sostenitore e garante di una attività legislativa coordinata contro le attività mafiose e camorristiche.

A cosa servono concretamente tutti questi appelli? "Lavanderie per la coscienza" scrive Massimo Mantellini su Manteblog. Dopo l'annuncio del piano dei Casalesi di uccidere Saviano entro Natale, si sono riaccesi i riflettori mediatici su colui che è diventato ormai l'icona della lotta alla camorra.

Anche Ernesto Siciliano del blog Format si chiede se Saviano smuove le coscienze o rende piu emozionanti le nostre serate televisive... Come possiamo tradurre in azioni concrete la solidarietà all'autore di una denuncia coraggiosa che ha fatto luce su un Affare cancerogeno per il Sud, che minaccia metastasi al Nord alleandosi con imprese corrotte dell'Italia più ricca?

C'è chi accusa Saviano di cavalcare l'onda, di voler fare l'eroe e non lo scrittore, "Saviano ha cercato lo scontro mediatico e purtoppo l'ha ottenuto. Ora deve assumersene la responsabilità, anche perché la lotta alla camorra esiste già nei piani dello Stato, molto prima della sua comparsa, e se lui l'ha voluta impostare sull'insulto, sulla spacconeria personale, allora se ne assuma la piena responsabilità", dichiara dalle colonne de il Riformista Andrea di Consoli. 

Saviano, scrive giustamente Matteo Failla, ha avuto il merito di comunicare nella giusta maniera, ed è evidente che molte persone si sono avvicinate a Gomorra perché è un romanzo, con una scrittura coinvolgente e, diciamolo, molto pulp e cinematografica. Resta il fatto che condividendo l'opinione di Visti da Lontano, in un momento in cui si parla dell'inutilità di Facebook come luogo di nerd solitari, una mobilitazione come questa va intesa come un segnale forte nella direzione di un web 2.0 consapevole, che sa sfruttare le potenzialità del mezzo. 

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