Delitto di Perugia, il gup: processo per Amanda e Raffaele, 30 anni per Rudy

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UPDATE! ORE 21,15:
Amanda e Raffaele rimarranno in carcere. Il gup Paolo Micheli non ha concesso gli arresti domiciliari ai due imputati in attesa del processo. In 17 pagine di ordinanza, scrive Rainews24, il giudice ha motivato la sua decisione adducendo il pericolo di fuga e la reiterazione del reato, ma non l'inquinamento delle prove.
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Dopo 11 ore di camera di consiglio a Perugia il gup Paolo Micheli ha dato la tanto attesa sentenza. Rudy Hermann Guende è colpevole. Per lui, giudicato con rito abbreviato, una condanna severa: 30 anni per omicidio volontario e violenza sessuale nei confronti di Meredith Kercher. Per i due "fidanzatini" Raffaele Sollecito e Amanda Knox invece, rinvio a giudizio. Il loro processo inizierà il prossimo 4 dicembre.

Nella sentenza di condanna per Guende restano le contestazioni di omicidio volontario aggravato da violenza sessuale e dai futili motivi ma il gup ha sottratto l'ipotesi del furto di Guende. Una decisione questa che smonta l'ipotesi portata avanti finora dalle difese Knox e Sollecito che avevano sempre identificato come unico responsabile Guende. Tutti e tre quindi collocati sulla scena del delitto.

La condanna, probabilmente, ha anche lo scopo di far imboccare all'ivoriano la strada della confessione.

Ma se per Rudy Guende la condanna era prevista (e forse è stata così dura per far crollare la resistenza dell'ivoriano e indurlo alla confessione), per Amanda Knox e Raffaele Sollecito c'era chi nutriva qualche perplessità sull'inchiesta svolta dai gup. Il rinvio a giudizio ha, di fatto, dato ragione ai pm Magnini e Comodi che avevano già avuto il sostegno di tre diversi tribunali del Riesame e della Cassazione. I due rischiano anch'essi l'ergastolo e ne sono consapevoli. Amanda dopo la lettura della sentenza è scoppiata in lacrime, mentre Raffaele è sbiancato.

I legali difensori "affilano le armi" per il 4 dicembre, data in cui incomincerà il processo di Primo Grado. Una battaglia che già durante l'udienza preliminare aveva visto le difese degli imputati accusarsi l'un l'altro, in un tutti contro tutti che ha condotto per mano la decisione del gup, rendendola inevitabile: la condanna per Guende e il giudizio per Knox e Sollecito. Un altro aspetto importante è la non ammissione dell'albanese come testimone. Un aspetto questo che rileva la mancanza di un collegamento tra i tre imputati.

Il gup, scrive Corriere.it, ha inoltre assegnato un risarcimento di due milioni di euro ciascuno al padre e alla madre di Meredith Kercher, di un milione e mezzo alla sorella e altrettanti al fratello.

Attesa per oggi  la decisione sulla richiesta degli arresti domiciliari avanzata dai legali di Sollecito e della Knox, prima del processo di fronte alla corte d'Assise. Una speranza flebile.

Foto La Stampa

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