Garlasco, dopo il rinvio a giudizio di Stasi, il Ris smonta la difesa: "L'ha trascinata da solo e lei era ancora viva"

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Ieri è stato chiesto il rinvio a giudizio per Alberto Stasi. Il pm di Vigevano Rosa Muscio, titolare dell'inchiesta, ha firmato il provvedimento. Trenta pagine in cui viene spiegato il perchè Alberto deve essere processato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi uccisa la mattina del 13 agosto del 2007 nella sua villetta di Garlasco.

Chiusa dunque la lunghissima inchiesta. Diciotto faldoni contengono tutta la storia processuale dell'omicidio Garlasco. Ora le prove raccolte verranno valutate dal gip Stefano Vitelli in udienza preliminare (forse già a gennaio) che deciderà se condannare Stasi o se archiviare il caso. Lo stesso dovrà esprimersi in merito all'accusa fatta dal pm (sempre nei confronti di Stasi) del reato di detenzione di materiale pedopornografico. Stasi, fino a quel giorno, rimarrà in libertà.

Il professore Angelo Giarda, legale di Stasi: "Ce l'aspettavamo", ha detto dopo aver appreso la notizia. "E' normale visto che sono scaduti i termini dei venti giorni e visto che la Procura non ci ha concesso la proroga delle indagini da noi richiesta sostenendo che non è prevista dal codice". Giarda ha poi ribadito che affronteranno l'udienza preliminare e che non chiederanno il rito abbreviato.

Nel frattempo il ris Luciano Garofano, dalle pagine di Corriere, smonta la difesa. Per lui non vi sono dubbi: Stasi è colpevole. Lo dimostra un dossier di dodici pagine che conferma i gravi indizi nei confronti del fidanzato di Chiara. Scrive Corriere che un solo uomo ha trascinato Chiara sul pavimento mentre lei era ancora viva. Ha reagito, ha stretto i pugni, mentre l'assassino la portava verso le scale. La certezza è una sola: l'assassino era solo, contro di lui ci sono prove sufficienti per mandarlo davanti alla Corte d'assise: dalle  (le impronte sono riconducibili a una sola persona), alle tracce di sangue sui muri, sulle porte (la morfologia della macchie dimostra che Chiara è stata colpita violentemente), sulla bici (le tracce di dna trovate sui pedali sono sangue di Chiara).

Ma non solo. La relazione dei Ris attacca anche i consulenti tecnici della difesa di Stasi che, primo fra tutti, scrive Corriere , il professor Francesco Maria Avato: "La ricostruzione dei consulenti può disorientare la serena valutazione del pm prima e del giudice poi".

"Voglio la verità per mia figlia e voglio che si sappia chi è stato a ucciderla. Ci aspettiamo che il giudice valuti tutto il materialeraccolto in maniera approfondita", ha riferito Rita Poggi.

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