Scuola Diaz, sentenza firmata dalla strategia Cossiga

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Meglio punire la manovalanza e sollevare i capi delle responsabilità, riflette elfobruno. E secondo Testedicalcio, ingiustizia è fatta. La sentenza sul G8, che ha previsto l'assoluzione di metà degli imputati, come riporta Repubblica, ha già suscitato reazioni contrastanti, sia un aula, al grido di Vergogna! Vergogna!, che nelle dichiarazioni dei politici. Parolesparse scrive che l'aspetto inquietante è che, ancora una volta, a pagare sono gli esecutori materiali delle violenze, come se gli alti vertici della polizia non sapessero cosa stava per succedere.

E le dichiarazioni di ministri e deputati si sprecano: Pierferdinando Casini, colto da furor patrio a difesa delle forze dell'ordine dichiara: "Siamo lieti che la giustizia ordinaria riconosca una verità nota a tutti gli italiani e cioè che al vertice della Polizia di Stato in Italia ci sono stati e ci sono autentici galantuomini e servitori delle istituzioni. Il tentativo di criminalizzare, per i fatti del G8 di Genova, i vertici delle forze dell'ordine si è rivelato per quello che era: un'autentica persecuzione". Gasparri usa la sentenza come la cartina tornasole a dimostrazione dell'innocenza delle forze dell'ordine; Haidi Giuliani denuncia il mancato rispetto per la Costituzione e Vittorio Agnoletto parla di una delle pagine più tristi della storia italiana. 

Con questa sentenza ritorna di grande attualità la lezione di Francesco Cossiga, che come fa notare Giornalettismo, straparla ma non delira.

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