Strage di Erba, è il giorno del processo: il pm chiede l'ergastolo per i coniugi Romano

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UPDATE! ORE 17,30:
"Il pm Massimo Astori ha chiesto oggi l'ergastolo e tre anni di isolamento diurno per Rosa Bazzi e Olindo Romano, i due coniugi accusati della strage di Erba in cui nel dicembre 2006 morirono quattro persone, tra cui un bimbo di due anni", scrive Reuters.
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E' ripreso oggi in Corte d'Assise a Como il  processo per la strage di Erba lì dove si era fermato sette mesi fa. Tornano così davanti ai giudici Rosa Bazzi e Olindo Romano per quella che si preannuncia come un'udienza brutale.

I coniugi Romano, accusati del massacro nella corte di via Diaz a Erba dell'11 dicembre 2006, in cui morirono quattro persone e venne ferito gravemente il supertestimone Mario Frigerio, diedero vita a un vero e proprio show dell'orrore.

Prima confessarono la strage poi rettificarono proclamandosi al contrario innocenti . Ora sono accusati dell'omicidio di Raffaella Castagna, di suo figlio Youssef di 2 anni, della madre della donna, Paola Galli  e di una vicina di casa, Valeria Cherubini. Oltre che del ferimento di Mario Frigerio, marito della Cherubini. 

Il Pubblico Ministero Massimo Astori, sta al momento ripercorrendo con la sua requisitoria le tappe salienti del dibattimento e le prove acquisite attraverso l'ausilio di supporti multimediali, con un'attenzione particolare al profilo psicologico e delle vittime e dei carnefici. Si prevede che pali per almeno sette ore. E preannuncia che per i coniugi Romano chiederà l'ergastolo.

"Signori, preparatevi a un nuovo viaggio nell'orrore", chiosa all'inizio della requisitoria, "Oggi ripercorreremo le tappe di quel viaggio che già abbiamo vissuto tutti. E' il giorno della pacatezza e della riflessione".

Oggi in aula ci sono quasi tutti: manca solo il supertestimone Mario Frigerio (marito della Cherubini), unico sopravvissuto alla strage, ma ci sono i suoi due figli.

C'e' Carlo Castagna con i figli che nella strage ha perso tre persone care: la moglie, la figlia e il nipotino Youssef.

C'e il tunisino Azouz Marzouk, marito di Raffaella e padre di Youssef, che attualmente è in carcere a Vigevano con l'accusa di spaccio di stupefacenti e che parteciperà come parte civile e teste (Marzouk da due settimane sta facendo lo sciopero della fame per protestare contro l'espulsione dall'Italia).

E come sempre si ripete il tam tam di curiosi che, sin dalle prime luci dell'alba, hanno atteso l'accesso in aula . La sentenza è attesa per il 26 novembre.

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