Strage di Erba, Olindo attacca gli psichiatri e Azouz chiede oltre 2,6 milioni di risarcimento

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Torniamo a Como per seguire il processo per la strage di Erba per cui sono accusati Olindo Romano e Rosa Bazzi. Oggi è la giornata delle parti civili. Ma la scena è ancora una volta occupata da Olindo Romano che ieri aveva fatto sapere, tramite i suoi legali, che oggi avrebbe fatto dichiarazioni spontanee.

E sono arrivate. Olindo Romano ha parlato per cinque minuti, puntualizzando alcuni punti, tre, che a causa della sua scarsa memoria, si è sempre dimenticato di spiegare. Il primo riguarda la perizia psichiatrica fatta dal Prof. Picozzi che gli aveva assicurato che non sarebbe stata resa pubblica ma che invece fu pubblicata da giornali e vista in tv. La stessa cosa, conclude Olindo, è stata fatta a sua moglie. Il secondo riguarda invece i pizzini sulla Bibbia. "Sono scritti in linea con il mio pentimento, non volevo rivendicare nulla", afferma Romano, , agli occhi degli agenti in carcere ero sempre il mostro di Erba, "sono uno sfogo. Non è vero che con quegli scritti volevo rivendicare qualcosa". Il terzo invece rigurda il suo rapporto con gli psichiatri. Ne ha cambiati 3 e con loro ha fatto una cinquantina di incontri, ma solo per la terapia. 

Olindo Romano si è sempre dimostrato molto confuso e apparentemente sottomesso alla moglie. Dapprima confessò di essere l'autore della strage poichè temeva di non vedere più sua moglie e scelse "il male minore". Qualcuno infatti gli avrebbe detto che con il rito abbreviato, le generiche e altri benefici, dopo cinque anni sarebbe stato fuori. Successivamente ritrattò proclamandosi innocente. Oggi le sue dichiarazioni spontanee e un po' sconnesse.

L'udienza di quest'oggi è iniziata però con le parole di Azouz Marzouk, scritte in una lettera e lette dal suo avvocato Roberto Tropenscovino. In aula oltre a Olindo Romano anche la moglie Rosa Bazzi. Per entrambi il pm Massimo Astori ha chiesto il massimo della Pena: l'ergastolo con isolamento diurno per tre anni.

Devono essere condannati "all'ergastolo senza Dio", afferma nella lettera Azouz Marzouk, "Spero che la corte d'appello di Como mi ascolti. Si devono condannare questi assassini al massimo della pena. Questi assassini che ridono sempre in aula, dove c'è gente che ancora soffre".

L'avvocato ha inoltre chiesto per il tunisino che nell'omicidio ha perso moglie, figlio e suocera, e che si è costituito parte civile, oltre 2,6 milioni di euro come risarcimento per i danni morali e patrimoniali.

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