Nuovo caso Esselunga, negata la "pausa pipì": scoppia la rissa

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Per un attimo la catena di supermercati Esselunga aveva recuperato un po' di visibilità perchè in uno dei punti vendita lavorava una star della musica emergente, ma ora ripiomba nel putiferio delle critiche per un episodio che ricorda molto uno già successo qualche mese fa.

Intorno alle 19.20 di ieri un dipendente del supermercato di Viale Umbria ha tirato una cassetta della frutta o un altro oggetto di legno in testa al suo vice direttore perchè non lo lasciava andare in bagno per fare pipì durante il turno di lavoro.

L'uomo è stato poi portato al Policlinico dove gli sono state riscontrate lievissime lesioni.

C'erano state mesi fa forti polemiche per un fatto simile: una cassiera di via Papignano, affetta da patologie renali, aveva chiesto più volte di andare in bagno. Non le era stato permesso e a causa delle sue condizioni di salute si era dovuta urinare addosso. L'umiliazione era proseguita perchè la cassiera non si era potuta cambiare fino alla fine del turno in cassa.

Il fatto era avvenuto il 2 febbraio scorso e ne era seguito un altro alla fine del mese.

Dopo che era tornata in servizio dopo un periodo di malattia la donna aveva denunciato di essere stata brutalmente aggredita alle spalle e minacciata a fine turno da una persona sconosciuta nello spogliatoio.

Le sono poi state riscontrate ecchimosi al volto, alla schiena e su varie altre parti del corpo.

In seguito era partita una pesante campagna contro il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, che tratterebbe i dipendenti dell'azienda come dei militari in caserma. Alcuni clienti abituali avevano strappato la fidelity card in segno di solidarietà e hanno rinunciato alla spesa.

L'azienda in seguito poi aveva minacciato querele ai giornalisti.

Il fatto era stato anche denunciato dalla trasmissione televisiva Le Iene.

[Post tratto da Milano 2.0]

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