Grecia è ancora tensione: dopo il funerale di Alexis, oggi è il giorno dello sciopero generale

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La tensione in Grecia non si allenta. Anche se la notte appena trascorsa è stata apparentemente tranquilla, la prima dopo quattro giorni di scontri, la situazione e tutt'altro che sotto controllo. La rabbia è ancora troppa. Pesano sulle spalle del popolo ellenico anni di scandali politici, povertà, disoccupazione e crisi.

Ieri si è svolto il funerale di Alexandros Grigoropoulos, Alexis, il giovane quindicenne ucciso con un colpo di pistola lo scorso sabato da un poliziotto, in un clima di fortissima tensione. In una bara bianca ricoperta di fiori, nel cimitero di Paleo Faliro, nella parte meridionale di Atene, è stato sepolto il giovane. Ad accompagnare il feretro seimila persone.

Anche durante le esequie non si sono fermati i tafferugli tra le forze armate e i manifestanti. Gli scontri, scrive Corriere, sono iniziati quando alcuni poliziotti sono intervenuti con gas lacrimogeni per sedare i manifestanti che avevano preso a sassate delle troupe televisive e dei negozi intorno al cimitero.

Oggi è invece la giornata dello sciopero generale. Ventiquattrore non stop di proteste, in cui vengono chiesti l'aumento di salari e pensioni, maggiori interventi da parte dello Stato nel rilancio dell'economia. Nel mirino delle proteste anche il governo di Costas Karamanlis. Proprio a quest'ultimo è stato chiesto di dimettersi da parte di Giorgio Papandreou, leader del principale partito di opposizione greco. 

La situazione è di massima allerta. Semiparalizzate le principali città greche e in particolare, la capitale, Atene. Nella piazza centrale sono confluite 6-7 mila persone. La protesta colettiva coinvolge lavoratori, impiegato statali, ma allo sciopero aderiscono anche docenti universitari e studenti.

Davanti al Parlamento sono già iniziati i primi scontri. 

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