E' morto Carlo Caracciolo: la rete lo ricorda così

caracciolo-16dic2008.jpgUn attimo prima nella cronaca, un attimo dopo nella storia, con sfumature di leggenda. Questo è il destino riservato alle personalità giudicate eccezionali, questo è quello che sta avvenendo a Carlo Caracciolo, editore dell'Espresso e fondatore di Repubblica spentosi a 83 anni.

La lista delle iniziative imprenditoriali sarebbe in realtà molto più lunga, ma per farsi un'idea della personalità di un uomo tanto impegnato quanto riservato, è molto più utile lasciare spazio all'affollato e illustre cordoglio, con l'inevitabile aneddotica: lapidario Federico Rampini su Repubblica nel ricordare, con la tradizionale risposta a chi gli chiedeva come stava, tutta la forza d'animo dell'uomo; immancabile il pensiero di Eugenio Scalfari, suo vero e proprio alter ego giornalistico dopo una collaborazione durata mezzo secolo; doveroso il  ricordo di Carlo de Benedetti, storico socio in affari del più grande editore puro della storia d'Italia. Proprio sulle pagine del suo quotidiano, fondato con il sogno di superare lo storico Corriere della sera e portato fino a questo prestigioso obiettivo, troviamo le pagine più ricche: come il commento di Umberto Eco, uno dei più antichi collaboratori di Repubblica, che non esita a paragonarlo ad un moderno Cyrano.

A scorrere la biografia del personaggio si trovano spunti a sufficienza per una quantità incredibile di discorsi. Ed ecco che c'è chi preferisce ricordare il rapporto con un'altra grande personalità come quella del cognato Giovanni Agnelli, chi ne racconta gli anni partigiani e le tendenze politiche che avevano portato a soprannominarlo, lui erede di una famiglia di antica nobiltà, il "Principe Rosso". E c'è anche la manifestazione di rispetto dei grandi avversari del gruppo Berlusconi, che sulle pagine de Il Giornale pubblicano un immancabile ma doveroso coccodrillo.

Una vita ricca abbastanza sufficienza da solleticare la fantasia anche di chi non lo ha mai incontrato ma ne ha solo sentito parlare. Molti blogger si limitano a riprendere i suoi dati biografici, qualcuno, pur di idee politiche evidentemente diverse, non si esime comunque dal ricordo dei meriti come aconservativemind, e c'è anche chi come marckuck per manifestare il suo cordoglio riapre in via del tutto eccezionale il suo blog su Kataweb, la piattaforma web creata dal gruppo l'Espresso.

Molti i commenti insomma, perfino troppe le versioni. Alla fine il modo migliore per ricordare Carlo Caracciolo è, probabilmente, quello di parlare della sua grande passione per il mestiere di editore. Lui stesso ce lo ha in fondo ricordato quando, poco più di un anno fa, ha deciso di raccogliere una nuova sfida rilevando la gestione dello storico ma alquanto malridotto quotidiano francese "Liberation ".

di Pietro Cuomo

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