Crollo di Rivoli, vivere dopo la tragedia

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Un bel post tratto da Torino 2.0.

di Marilena De Giorgio

Hanno dovuto cambiare le loro abitudini, la loro quotidianità i ragazzi del liceo Darwin di Rivoli. Quei ragazzi che nel crollo del controsoffitto alla IV G hanno perso un amico, Vito Scafidi, un compagno di classe, un semplice conoscente, un ragazzo come loro.

Le indagini proseguono e gli inquirenti hanno ricostruiti la prima parte della vicenda quella relativa all''impresa che ha effettuato i lavori di ristrutturazione, qualche anno fa.

Pare che la Provincia avesse fatto rimuovere tutti i controsoffitti dall’Istituto tecnico Romero, ala accanto all'ex Seminario, ma inspiegabilmente non aveva fatto altrettanto con quelli del Darwin.

Perché questa differenza di valutazione? Resta ancora da chiarire. Il prossimo passo per gli inquirenti sarà l’esame delle perizie redatte dagli esperti del Politecnico. 

A distanza di quasi un mese ci ha scritto una bella email una studentessa del Darwin, aula accanto alla IV G che frequentava Scafidi; ha preferito non firmarsi. Il suo è il racconto della vita quotidiana da quel giorno, delle lezioni al pomeriggio, della vita che cambia: 

Sono già passate tre settimane da quel tragico giorno che ci sembra a volte così lontano, ma, sotto alcuni aspetti, come se fosse ieri e ha sicuramente segnato indelebilmente le nostre giovani vite e di chi ci sta accanto.

Ogni persona ha vissuto questa tragedia in modo diverso: c'era chi, subito il dopo il suono della campanella di fine intervallo di quel sabato 22 novembre, si trovava in classe per la lezione che sarebbe incominciata da lì a breve o per un compito in classe, chi al bar o nel giardino interno, chi nei corridoi.....e chi, come me, a casa.

Ricordo ogni preciso istante di quella mattina, persino l'ora in cui mandai un sms ad una mia amica, dicendole che non ero andata a scuola perchè non mi ero sentita bene e chiedendole cose stessero facendo: erano le 11.26. Non ricevetti risposta, ma non mi preoccupai più di tanto, perchè ovviamente non avrebbe potuto rispondermi nel corso della lezione.

Fu solo alle 12.15 che appresi la notizia di quanto successo: controsoffitto crolla al liceo Darwin di Rivoli dicevano al tg. Non riuscivo assolutamente a crederci. Provai più volte a chiamare sul cellulare i miei compagni di classe e gli altri amici, ma nessuno di loro rispose. E i loro telefoni di casa rimasero occupati per almeno 30/45 minuti.

Finalmente riuscii a contattare la stessa compagna alla quale avevo mandato il messaggio e mi raccontò piangendo tutto ciò a cui aveva assistito: il controsoffitto crollato era quello della classe accanto alla nostra, ma subito il personale della scuola aveva provveduto a rassicurare gli studenti, dicendo che stavano tutti bene; solo quando sentirono le urla della madre di Vito si resero conto di cosa era successo veramente. Le parole più giuste per descrivere ciò che abbiamo provato sono sicuramente paura, insicurezza, tanta indignazione e rabbia.

Soprattutto le ultime due, nei confronti di quegli ignoti responsabili della negligenza che ha causato la morte non solo di un compagno, ma soprattutto di un amico, e il ferimento di altri ragazzi; nei confronti di giornali e televisioni che come sempre non hanno rispettato il dolore della famiglia e non hanno riportato fedelmente alcune notizie; nei confronti di quelle persone che ne hanno approfittato per "tagliare l'interrogazione di latino" o apparire in tv oppure, nelle interviste, si sono fatti passare per studenti del Darwin e l'hanno descritto come un liceo fatiscente.

[continua a leggere]

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