Udine, la clinica e i familari pronti a far morire Eluana: ancora scontro tra giudici e Sacconi

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Oggi Eluana Englaro dovrebbe lasciare Lecco. Nulla è stato ancora confermato, ma, a quanto pare, in una clinica di Udine si stanno già facendo tutti i preparativi necessari, medici e non, per accoglierla. Sembra infatti che, per tutelare la privacy della famiglia, sarà proibito l'accesso di ogni genere di fotocamere (cellulari inclusi) e che proprio per questo anche il personale sarà sottoposto a perquisizione. A prendersi materialmente cura degli ultimi giorni della ragazza dovrebbe essere un'equipe di 20-25 persone, tra medici e infermieri, tutti volontari.

La vicenda della ragazza, in coma da 17 anni, sembra quindi ancora più vicina alla conclusione. Nonostante le indebite interferenze del ministro del Welfare Maurizio Saccon, che nei giorni scorsi aveva diramato un atto di indirizzo al fine di impedire alle strutture sanitarie pubbliche e private di interrompere i trattamenti di idratazione e nutrizione ai pazienti che si trovano in stato vegetativo. Il ministro ha tentato di rimescolare le carte emanando un atto di indirizzo che, nelle intenzioni, avrebbe reso impossibile l'interruzione dell'alimentazione alla ragazza e scvalcando una decisione dal valore giuridico.

Le reazioni della rete non si sono fatte attendere, e nessuna finora è stata tenera con l'esponente del governo: che siano di normali blogger come quello di azzurro, o di giornalisti professionisti come pierluigizanata.blog.lastampa.it, il giudizio di fondo non cambia. E non è positivo.

La disponibilità della clinica "Città di Udine" sembra avviare comunque la vicenda verso la conclusione. Il condizionale è comunque d'obbligo, vista la particolarità della situazione: in Italia si tratterebbe infatti del primo caso di autorizzazione legale all'interruzione delle cure mediche necessarie per tenere in vita una persona.

Difficile non pensare in questo momento a Piergiorgio Welby e alla sua vicenda: lucido ma totalmente impossibilitato a muoversi e tenuto in vita solo grazie ad un respiratore. Welby che aveva chiesto più volte allo Stato di porre fine a quello che chiamava senza mezzi termini accanimento terapeutico, ma aveva ricevuto sempre risposte negative. Welby che ha potuto scegliere di farla finita solo grazie alla collaborazione del dottor Ricci, anestetista, che per questo è stato accusato di omicidio e messo sotto inchiesta dall'ordine dei medici (entrambi provvedimenti per fortuna senza esito). Welby a cui la Chiesa ha rifiutato i funerali cristiani, come a un qualsiasi suicida. Questo almeno a Eluana non potrà accadere.

Nel frattempo, un ragazzo di 13 anni Paolino, racconta con ironia, paura e immagini, la sua lotta contro il tumore in un blog.

di Pietro Cuomo

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