Stregati da Riina su Facebook: dai Soprano al Padrino, solo Gomorra smonta la mafia

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Social network, avanti tutta per snidare la mafia. Mentre alcuni iscritti a Facebook si domandano se abbandonare la grande famiglia, altri continuano ad aggiornare il proprio status, inserire foto e creare applicazioni. E ieri su Repubblica abbiamo pure scoperto il pullulare di gruppi dedicati a Totò Riina e Bernardo Provenzano. Apprendiamo dai commenti al Gruppo creato per la santificazione di Bernardo Provenzano che questa notte all'1.30 è stata chiusa la fan page di Totò Riina, in seguito all'indagine aperta dalla Procura di Palermo che vede in Facebook un possibile medium per collegare intenzioni e propositi di aspiranti e affermati mafiosi.

Oggi le Procure devono imparare a maneggiare strumenti 2.0 per addentrarsi nelle pieghe della criminalità organizzata, anche se persiste il rischio di incappare in bufale colossali, scrive Sostenibile. Ciò che preoccupa non è il mezzo, ma le numerose testimonianze di solidarietà incassate dai boss. Secondo i numeri pubblicati da Repubblica, Falcone e Borsellino stracciano Riina, con 233.091 fans contro i 2.228 di Totò, nella pagina ormai chiusa dalla polizia.

E alcuni estimatori ci inducono a qualche importante riflessione. Già ai tempi della fiction Il Capo dei Capi, Teledicoio aveva raccolto parecchi commenti lusinghieri nei confronti del boss che potete leggere qui. E lo charme della malavita prosegue nella tv e nel cinema, tradotto da personaggi misteriosi e intriganti: da Romanzo criminale trasmesso da Sky fino ai Sopranos e Scarface per risalire poi fino alla trilogia capolavoro del Padrino. Un fascino che grazie a Gomorra, come ha spiegato il regista di Vals im Bashir Ari Folman citato da Bloggersenzafrontiere, è stato calpestato per rivelare la vera natura della mafia: morte, ricatto e povertà.

Eppure il mito di Riina e Provenzano resiste al tempo e alla totale assenza di glamour, visto che i due boss hanno poco a che fare con Marlon Brando o Al Pacino. In barba al senso civico e all'etica, vince ancora il fascino del potere oltre gli schemi, che dall'esterno penetra le istituzioni e si afferma con il sangue.

E chissà che Facebbok non ci aiuti a comprendere meglio da dove derivi tanta ammirazione.

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