Caso Englaro, si riaccende la speranza per i familiari: il Piemonte pronto ad accogliere Eluana

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La storia di Eluana attraversa i Pirenei e giunge nella Penisola Iberica commovendo l'intero Paese, scrive Roberta Piana, curatrice del blog Spagna. Una vicenda dolorosa, iniziata nel 1992, quando a seguito di un incidente, la giovane Eluana entra in uno stato vegetativo permanente, che fa discutere. Sia per i suoi risvolti giuridici che per quelli medici, sia per quelli etici e anche per quelli politici.

Tra illusioni e false speranze, il calvario di Eluana e di suo padre Beppino sembra senza fine. Prima vi fu lo stop da parte della Regione Lombardia e della Toscana, poi il presunto trasferimento a Udine, che fu poi sospeso. Ma non solo. Tra polemiche, dibattiti, svolte e finte tali, sconvolse l'intervento del ministro Maurizio Sacconi che  diramò un atto di indirizzo al fine di impedire alle strutture sanitarie private di interrompere i trattamenti di idratazione e nutrizione ai pazienti che si trovano in stato vegetativo, scavalcando così le decisioni della magistratura.

Oggi l'ennesima svolta. Scrive Torino 2.0 che la governatrice del Piemonte Mercedes Bresso, interpellata sulla questione Englaro, ha detto che accoglierebbe Eluana Englaro in una struttura pubblica della Regione se glielo chiedessero.

"A noi non è stato chiesto niente e non ci offriamo, però se ci viene richiesto per noi non ci sono problemi", ha affermato Mercedes Bresso rispondendo ad una domanda dell'Ansa.

Immediata la risposta di Beppino Englaro che ha precisato di non aver mai avuto alcun contatto con il presidente della Regione Piemonte ma: "Mi bastano le sue dichiarazioni per rendermi conto che lei conosce bene le problematiche. Mi indica la soluzione senza farne questioni politiche o morali e credo che da un presidente di regione non ci si possa aspettare di più".

Si riaccende oggi la speranza.

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