Continuano le polemiche sullo stupro di Capodanno mentre a Guidonia scatta la giustizia fai-da-te

Stup.jpg

Chi è la vera vittima? C'è una frase inquietante che risuona sui giornali da qualche settimana: "Mi farò giustizia da solo/a". A pronunciarle due vittime, che rischiano di soffrire una pena ancora maggiore per colpa di una giustizia che, sembra, funzioni solo quando e se vuole lei.

La prima volta quella frase è stata pronunciata dal papà di Antonella Multari, la donna uccisa dal suo ex fidanzato Luca Delfino, condannato a solo 16 anni e qualche mese (con l'aggravante della premeditazione). La seconda volta solo ieri, pronunciata da Gaia, la ragazza rimasta vittima di uno stupro la notte di Capodanno ad opera di un "ragazzo di buona famiglia", Davide Franceschini. Talmente bravo, laborioso e pentito di ciò che ha fatto che ha meritato gli arresti domiciliari.

"Al giudice che ha preso tale decisione direi cosa avrebbe fatto se fosse successo a sua figlia?"

Oltre alla violenza, all'umiliazione, ora anche questo.

Franca Rame, dalle pagine del Corriere, comprende appieno il disagio della ragazza, essendo stata anche lei vittima di uno stupro

"Non ho mai dimenticato. Mai. Ancora adesso, ha visto, no? non riesco a parlarne. Subire violenza, per una donna, è tremendo. Il gesto che subisci ti procura una ferita nell'animo che niente, e mai, riuscirà a far rimarginare"

Non che mandare i colpevoli in galera serva a qualcosa. Ma almeno stabilire pene severe e certe. Femminismo a sud parla di un "decalogo per donne stuprate"che purtroppo è molto vicino alla verità. Se una donna è stuprata da un italiano "tutti cercheranno di giustificarlo e tu in ogni caso te la sei cercata", mentre se il violentatore è straniero "si parlerà di sicurezza e si scateneranno ronde e cacce all'uomo".

Tanto per dimostrarlo a Guidonia, teatro di un altro terribile stupro nei giorni scorsi, Forza Nuova ha organizzato un corteo di giovani armati con mazze da baseball, aste di bandiere, manici di scopa in mano che al grido "Ammazziamoli" e "Tornate a casa vostra" hanno aggredito e ferito, con prognosi dai 10 ai 20 giorni, quattro romeni e cinque albanesi in tre episodi.

Intanto mentre la politica, come spiega Blogosfere Politica e Società, si scanna sulla battuta infelice di Berlusconi "servirebbero tanti soldati quante belle donne", vogliamo ricordare Valentina Cavalli, una ragazza vittima di uno stupro che per l'umiliazione si è tolta la vita l'anno scorso. In aula, gli stupratori, tutti figli "di buona famiglia" le avevano riso in faccia.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO