Ancora un no del Brasile all'estradizione di Battisti: è un rifugiato politico

cesarebattisti.jpgll Brasile, alza una barricata e dice un secco no all'estradizione di Cesare Battisti, l'ex terrorista degli anni di piombo, condannato a quattro ergastoli maturati negli anni di piombo. La presa di posizione è del procuratore generale Antonio Fernando de Souza che chiede l'archiviazione del processo di estradizione al Tribunale supremo federale. Sale la quindi tensione tra Italia e Brasile. E in patria viene richiamato l'ambasciatore.

"Decisione inaccettabile", afferma il ministro degli Esteri Franco Frattin, della stessa idea Massimo D'Alema ex ministro degli Esteri che ricorda a Corriere che, anche dalla Francia, è stata negata l'estradizione nei confronti di Marina Petrella: "Due schiaffoni sono il segno che probabilmente il modo in cui la vicenda è stata gestita non è stato il migliore".

Battisti, gode dello status di rifugiato politico da tempo. Prima scappò in Francia, poi in Brasile. E ora ha fatto sapere il senatore Eduardo Matarazzo Suplicy, dopo aver incontrato oggi Battisti nel penitenziario della Papuda a Brasilia che: ''Cesare Battisti attende con grande ansia come finirà la sua storia''.

Il caso probabilmente non è stato gestito al meglio. E proprio per questo, continua a destare numerose polemiche. Giorni fa vi fu la notizia che Carla Bruni, première dame de France, fosse intervenuta in prima persona per supportare la richiesta di asilo da parte dell'ex appartenente alle Brigate Rosse. Notizia poi smentita in diretta televisiva da Fabio Fazio a Che tempo che fa

Nel frattempo, 

Chissà se la giustizia italiana riuscirà ad assicurarsi il terrorista. 

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