Eluana Englaro, sotto l'ospedale manifestanti pro e contro l'interruzione dell'alimentazione

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Due fronti opposti si contrappongono nella vicenda senza fine di Eluana Elglaro, la giovane in stato vegetativo trasferita ieri alla casa di cura la Quiete di Udine che si è offerta per accompagnarla alla fine delle sue sofferenze che durano da 17 anni (foto Corriere).

Come vedete qui a fianco abbiamo messo un sondaggio per conoscere la vostra opinione: al momento raccoglie molti consensi la fazione che si schiera con il padre di Eluana, seguendo il suggerimento che vi avevamo laciato ieri, ovvero quello di rispettare la sua volontà e cercare di capire il suo dolore immenso.

Ma la guerra mediatica è ancora in atto e sappiamo bene che anche quando Eluana morirà tutta questa vicenda si porterà dietro strascichi pesanti come macigni. Fisicamente sotto l'ospedale si sono radunati comitati pro e comitati contro l'interruzione dell'alimentazione, che si lanciano slogan a vicenda da una parte e dall'altra. Ma ci sono altri due fronti.

Il primo fronte su cui qualche impavido ha provato a schierarsi è quello del silenzio. Ha cominciato un grosso media, il TgLa7, che ha scelto di staccare la spina dell'informazione

"Dopo il coma, la battaglia del padre, gli interventi della Chiesa, le prese di posizione di ministri, politici, teologi e giornalisti, il TgLa7 spegne telecamere e microfoni, imboccando la faticosa strada del silenzio"

Ma dall'altra parte c'è ancora una fazione che non vuole saperne di tacere. Quella più morbosa, quella che indaga e cerca l'opinione, il parere, organizza trasmissioni e dibattiti, come sottolinea sul suo blog Giulia Innocenzi

In Italia siamo feticisti, ci interessano i dettagli, i particolari più macabri, e perdiamo il principio, il valore legante del tutto.  

E cita l'esempio di Porta a Porta, che ha spiattellato servizi su servizi che non aggiungono nulla e nulla tolgono a quello che per mesi è già stato detto, trito e ritrito.

Ieri Beppino ha parlato

"C'è un limite, c'è un momento in cui intorno a un letto di ospedale viene tirata un tenda, o no? Non voglio nascondere nulla anzi rifarei tutto daccapo, in questa battaglia che era ed è la stessa di mia figlia. Credo anche che la libertà e la forza di volontà sopravvivono a Eluana e sopravviveranno anche a me"

Ma invoca in silenzio

"Tutti sono liberi di giudicarmi, l'hanno già fatto e lo faranno. Anche adesso lo fanno, ma io chiedo, chiedo davvero il silenzio. Il silenzio io stesso l'ho rotto, è vero, ma non voglio fermare il dibattito della ragione che, ancora una volta, io stesso ho fortemente voluto. Sui diritti e la libertà e il ruolo delle leggi il dibattito è fondamentale. Che continui e si sviluppi la discussione se è giusto o se è legale interrompere un vita artificiale, e se e come e chi ha il diritto di farlo, massì. Ma credo davvero che sia necessario che tutto questo si svolga un po' più lontano dal corpo di Eluana. Direi lo stesso se non fosse mia figlia, se non fossi io il padre. Non stiamo parlando solo di politica, di affari legali o di medicina, ma di quello che accade durante una malattia. Ha senso che vengano descritti giorno per giorno i dettagli operativi, buttandoli in pasto a chi con essi si vuole commuovere, emozionare, adirare?"

Il primario dell'ospedale pubblico, Amato De Monte, è d'accordo

"Penso che Beppino sia doppiamente devastato, per la vicenda di Eluana e per la grave malattia che la moglie sta soffrendo. Il viaggio da Lecco a Udine è stato angosciante, Eluana ci è sempre stata presentata nel fiore della giovinezza, mi sono trovato di fronte una persona completamente diversa. Eluana è morta diciassette anni fa. Mi sento di invitare tutti a non pensare cosa potrebbe provare Eluana, ma di pensare se si è disposti a vegetare per diciassette anni come Eluana"

La blogosfere si è davvero scatenata in questi giorni, tra favorevoli e contrari, tra sarcastici e provocatori, ma forse non si dovrebbe perdere di vista che, al di là di polemiche politiche, strumentalizzazioni e telecronache, si parla di una persona che soffre. Hanno parlato della vicenda anche Passineldeserto e Schegge di Vetro.

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