Caso Eluana Englaro: dovrebbe morire in tre settimane, il Governo lavora sul testamento biologico

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UPDATE! ORE 18,00:
E' pronto il Decreto del Governo che vieta l'interruzione dell' alimentazione e dell'idratazione di Eluana Englaro. Ecco le parole della bozza del disegno di legge: L'alimentazione e l'idratazione in quanto forma di sostegno vitale fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi".
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Sono ancora molti i dissapori sul caso Eluana,
molte le polemiche e le indecisioni. Siamo vicini alla decisione finale che verrà presa tra 48 ore da parte del Governo che ha deciso di anticipare i tempi che altrimenti verrebbero protratti fino all'estate.

Il neurologo della ragazza, Carlo Alberto Defanti ha dichiarato che la quantità di nutrimenti verrà ridotta dopo tre giorni e che sarà suddivisa nel tempo e che prevederà prima una riduzione drastica prima pari al 50% e poi sempre più graduale.
La morte dovrebbe avvenire lentamente in circa tre settimane e sarà una morte dolce.

Secondo l' assessore alla salute Wladimir Kosic, la clinica la Quiete “non possiede le condizioni per attuare il decreto della Corte di appello di Milano ai fini della nutrizione e della idratazione artificiale".
Eugenio Roccella, il sottosegretario alla salute, ritiene che Eluana non possa essere affidata all' associazione “per Eluana”.
Kosic continua dicendo che per la clinica la procedura che si vorrebbe attuare sarebbe impossibile, in quanto per ogni paziente dovrebbe essere previsto un piano assistenziale individualizzato.

L' avvocato della famiglia Englaro fa sapere che non si fermeranno, finchè riteranno di essere nella legalità si fermeranno solo quando nella procedura ci sarà qualcosa di illegale o di illegittimo.
E continua dicendo: “Mi fermo, è chiaro: io non vado a violare assolutamente una legge, ma oggi come oggi, dalle valutazioni che abbiamo fatto, non esiste una violazione di legge. Se ci convincono che esiste, noi ovviamente ci adegueremo alla regola, specifica o generale. Viviamo o riteniamo di vivere in un Paese di diritto: se una norma ce lo vieta e siamo convinti che ce lo vieta, ci fermiamo”.

Anche Silvio Berlusconi si è espresso a riguardo dicendo: “Stiamo lavorando perchè la situazione si possa risolvere”.

Umberto Bossi esprime il suo parere manifestando il suo dissenso su una legge che non possa decidere sulla vita e sulla morte e continua dimostrandosi contrario con la decisione del padre della ragazza di staccare la spina.

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