Romeni e criminalità: dopo il decreto anti stupri la Romania è contraria alle ronde

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Il Corriere questa mattina ha pubblicato un articolo sul rapporto tra romeni e criminalità, di grande attualità in questo periodo in cui si parla tanto di ronde, stranieri e immigrati. In Italia vivono e lavorano più di un milione di romeni dopo l'entrata di Bucarest nella Ue. I detenuti alla fine del 2006 erano 1.650 e oggi sono 2.729, cioè lo 0,27%.

Il quotidiano parla non del il tasso di criminalità (rapporto tra i denunciati romeni e il numero complessivo di romeni che vivono da noi) ma della quota-parte di gravi reati per i quali sono chiamati in causa i romeni.

Il Corriere scrive che 

Nell'arco di tre anni, infatti, dal 2004 e al 2006, i romeni sono risultati al primo posto tra gli stranieri per gli omicidi volontari, primi per le violenze sessuali, primi per i furti in abitazione, con strappo e con destrezza, primi tra gli estortori e nelle rapine in esercizi commerciali

Nel 2007 i romeni (nel 2006 erano il 12%), avevano

un'incidenza in media quasi doppia rispetto agli altri immigrati nel caso degli omicidi volontari (15,4), delle violenze sessuali (16,2), dei furti di autovetture (29,8), dei furti con strappo (19,3), con destrezza (37,0), delle rapine in esercizi commerciali (26,9)

Dmitru Jlnca, esponente del Pdl romeno, spiega che

"I detenuti romeni sono pochissimi, ma anche i denunciati sono pochi, rispetto a quanti siamo qui. Per questo non si può fare di ogni erba un fascio. Per il 99% di noi l'Italia è una seconda patria. Purtroppo il passaparola c'è anche tra i criminali: hanno visto che in Italia se commetti un reato esci dal carcere dopo tre giorni e quindi hanno pensato che è conveniente venire qui... Il problema dell'Italia è la certezza della pena. Chi sbaglia deve pagare, punto e basta, e i processi devono essere più veloci. Anzi, per me i detenuti, compresi quelli romeni, dovrebbero lavorare in carcere per mantenersi e pagarsi le spese: non è giusto che anche con le mie tasse si mantengano dei criminali. Ma niente ronde, è lo Stato, e non i cittadini, che deve pensare alla sicurezza"

Quindi per la Romania le ronde non servono a niente. Anche se fatte sullo stile dei City Angels come spiegano Milano 2.0 e Crisis.

I romeni chiedono che non ci sia generalizzazione, soprattutto da parte dei media e che i criminali devono restare in galera.

Anche perchè, tanto per fare un esempio con un fatto accaduto oggi, anche gli italiani ubriachi investono e uccidono. Stavolta ha perso la vita proprio un romeno.

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