Attentati di Mumbai, una pista porta a un complice dei terroristi a Brescia

corriere24feb2009.jpgPassano da un call-center nel pieno centro di Brescia le indagini sull'attacco terroristico compiuto il 26 novembre scorso a Mumbai, dove persero la vita 138 persone, 26 turisti stranieri (tra i quali un italiano) e centinaia di feriti.

A svelare la scomoda verità il Corriere della Sera che pubblica oggi in esclusiva un accurato lavoro dell'intelligence italiana in collaborazione con i colleghi indiani.

Secondo la ricostruzione i capi hanno dato istruzioni agli esecutori per telefono usando un numero digitale arrivato dall'America e gli esecutori avevano almeno tre schede con prefisso austriaco. Il pagamento delle schede sarebbe poi avvenuto tramite la Western Union di Brescia, in corso Garibaldi 53A. Nel rapporto presentato ci sarebbero poi alcune conversazioni tra capi ed esecutori.

Ad acquistare materialmente le schede un individuo che ha detto di essere indiano e che avrebbe detto di chiamarsi Kharak Singh.

Al momento, spiega Corriere, gli investigatori stanno setacciando la comunità pachistana di Brescia per risalire alla vera identità di chi ha versato il denaro.

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