Corea del Sud, attrice costretta a prostituirsi si suicida

jang.jpg

Jang Ja-yeong aveva 27 anni ed era una starlette sudcoreana, molto amata dal pubblico. Il 7 marzo scorso è stata trovata morta, con un cappio al collo dalla sorella, con cui viveva da 10 anni. Poi è calato il sipario finchè non è spuntata una lettera.

Una lettera di sette pagine in cui l'attrice racconta di essere stata costretta incontrare uomini, in pratica a prostituirsi, su imposizione della sua casa di produzione. Il motivo? Il suo "essere gentile e disponibile", avrebbe aiutato il successo della società. 

Una dinamica che non è certo nuova in Sud Corea dove il mondo delle produzioni televisive è piuttosto oscuro. Sottolinea in un articolo del Corriere della Sera Marco del Corona che, in Sud Corea, si sta instaurando una "nuova schiavitù", in una società ancora intimamente maschilista. Inoltre, continua del Corona, i contratti-capestro delle case di produzione, non soltanto in Corea del Sud, rischiano di istituzionalizzare la subalternità di attrici acerbe trasformate in personaggi pubblici ma ricattabili.

Una vicenda quella di Jang che non c'entra nemmeno con le inquietanti morti a causa di calunnie e insulti fatti nel web, per i quali si tolsero la vita Choi Jin-sil, accusata sul web di avere indotto alla morte un collega, oltre a due cantanti e un'artista.

In questo caso, si è di fronte a un'industria pericolosa: quella della prostituzione.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO