Per ricostruire le zone terremotate serviranno 12 miliardi, ma un giornalista su Facebook spiega perchè ha deciso di non donare

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12 miliardi di euro. Sono una cifra enorme ed è quella stimata dal ministro Maroni per la ricostruzione delle zone terremotate in Abruzzo. Dove trovarli? Il ministro Tremonti ha fatto una proposta che ha scosso l'intero mondo del volontariato: devolvere il 5 per mille (foto Alessandro Barteletti pubblicata da Repubblica).

Marco Granelli, presidente del Csvnet (Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato) ha spiegato al Corriere che "un provvedimento del genere rappresenta una guerra tra poveri e penalizzerebbe le organizzazioni non profit che, tra l'altro, stanno partecipando ai soccorsi nelle zone colpite dal sisma".

Inoltre "lo Stato ha fissato un tetto al cinque per mille di 380 milioni di euro. Se questo tetto si conferma, vuol dire che Tremonti non allarga gli interventi ma toglie i soldi ad attività di assistenza svolte dal non profit".

Ma questa non è nulla confronto alle altre polemiche che sono scoppiate tra i giorni scorsi e oggi relative a due trasmissioni televisive: AnnoZero e Ballarò.

Della polemica di AnnoZero ne ha parlato ampiamente Blogosfere Politica e Società, mentre a Ballarò sotto accusa sono finite alcune affermazioni del comico Maurizio Crozza, che realizza sempre un intervento in testa al programma.

Attacchi a Maroni a parte Crozza tocca alcuni punti che in realtà dovrebbero far riflettere più che suscitare polemica. Come segnala Pollicino, punto primo: è possibile prevedere i terremoti? E, in ogni caso, come è possibile che non esisteva nemmeno un piano di emergenza della protezione civile in caso di terremoto (visto che comunque le scosse c'erano già da diversi mesi)?

Punto secondo: come spiegare che Roberto Saviano (che come spiega VistidaLontano ha visitato le zone terremotate), aveva scritto in una pagina del suo libro Gomorra delle case costruite con la sabbia in Abruzzo (cosa che è stata scoperta proprio adesso)? Ne parla Blogosfere Economia e Finanza.

Punto terzo. ScheggediVetro tocca una questione inquietante: quanti erano i clandestini che vivevano a L'Aquila e comuni limitrofi nei sottoscala e in nero? Quanti sono morti là sotto di cui nessuno sa niente? E' attendibile la conta dei morti attuale?

Punto quarto, ma non meno importante: Ospedale e Casa dello Studente. Il primo, costruito abusivamente, non compariva nemmeno sul catasto come spiega sempre Pollicino. Su Repubblica c'è il documento di costruzione dell'ospedale. E poi il triangolo della morte di via XX Settembre: i palazzi gemelli (uno crollato e l'altro no pare per colpa di garage - in una zona sismica costruiscono garage ?!?) e la Casa dello Studente, i cui cantieri oggi sono sotto accusa. Senza contare l'ombra delle infiltrazioni mafiose. La Casa dello Studente è stata evacuata, ma dopo tre ore i ragazzi sono stati fatti rientrare, nonostante le loro segnalazioni, perchè?

Non si tratta di mancata sensibilità o di rispetto, si tratta di mera e semplice constatazione dei fatti. Voglioscendere pubblica una lettera di una ragazza de L'Aquila che forse sintetizza tutti i punti di cui abbiamo parlato

"Queste sono delle vittime innocenti. Vittime di farabutti che hanno speculato sull’edilizia". Ha detto così il padre di uno dei ragazzi vittime di questo terremoto.
Io ero lì, a L'Aquila. Dormivo tranquilla, un po' perché in fondo con le piccole scosse eravamo abituati a convivere, un po' perché casa mia era costruita secondo le norme antisismiche, casa mia era un palazzo nuovo.
Quella notte tanti altri ragazzi come me sono andati a dormire con la mia stessa tranquillità. La differenza tra me e loro è che io sono ancora viva. Loro no.

Io sono viva perché casa mia era davvero antisismica. E loro sono morti perché…. già, perché sono morti?

Infine diamo ragione a Crozza su una cosa: i guai non vengono mai soli. Infatti, come spiega Petrolio, in Abruzzo erano un po' indietro con la rimozione dell'amianto. Il terremoto ha fatto in venti secondi quello che non è stato fatto in anni. Per cui al problema ricostruzione andrà ad aggiungersi il problema bonifica.

Basteranno 12 miliardi? Forse come suggerisce sul Corriere Alberto Quadrio Curzio, è meglio rimandare alcune opere. Come l'accusatissimo Ponte sullo Stretto di Messina. Sito un una zona ad alto rischio sismico tra l'altro.

Però c'è chi come Giacomo di Girolamo (come riporta ScheggediVetro) dice che non donerà un euro, nonostante gli appelli. Questa la sua spiegazione

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L'Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo. Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell'italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie

Di Girolamo fa discutere. Perchè ha avuto il coraggio di dirlo. Di dire che è stufo di donare quando le cose vanno sempre nello stesso modo. Alzi la mano chi non l'ha pensato almeno una volta.

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