Terremoto in Abruzzo, video dei cittadini e telecamere a circuito chiuso per l'inchiesta sui crolli

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Si cerca la normalità a L'Aquila. Banche, negozi, caserme, soldi, consumi, aule nelle tende: tutto per guardare avanti, oltre a quella terribile notte del 6 aprile. Sono una trentina i negozi che hanno riaperto. Sono tutti al di fuori dalle mura della città, poichè il centro storico è ancora inaccessibile. Anche se a turbare gli animi ci sono ancora scosse, continue e angoscianti.

Continua nel frattempo la maxi inchiesta per verificare le responsabilità nei crolli. Nelle prossime ore poi, saranno sentiti i costruttori di alcuni degli edifici crollati in seguito al terremoto in Abruzzo, a partire dagli immobili già posti sotto sequestro.

Vengono inoltre raccolti i video girati dai cittadini e le immagini delle telecamere a circuito chiuso per verificare se hanno registrato elementi importanti. Numerosi cittadini, inoltre, si stanno poi recando dai carabinieri, dalla polizia e dalla Guardia di finanza per denunciare crolli apparentemente inspiegabili.

Nel frattempo cresce l'attesa per l'arrivo del Papa in Abruzzo. La notizia non è ancora ufficile, ma la data del 1º maggio sembra ormai quasi certa per la visita di Benedetto XVI alle aree colpite dal sisma . Il Pontefice ha annunciato più volte nei giorni scorsi la sua intenzione di portare conforto alle popolazioni colpite dal sisma.

E a dieci giorni dal terremoto Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile, fornisce un primo bilancio di quanti, dopo le verifiche, non torneranno a casa: "Quasi 20 mila persone".

Il bilancio delle vittime, intanto, è salito a 295. Si è spento Tonino Colonna, il giovane diciannovenne che era stato portato in elisoccorso all'ospedale Forlanini di Roma subito dopo il sisma.

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