Abruzzo, dubbi sui tempi della ricostruzione e sui fondi, ma l'inchiesta sulle responsabilità dei crolli è a una svolta

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Lo aveva accennato la presidente della Provincia Stefania Pezzopane, che ha detto che subito dopo il sisma c'erano stati i "i fuochi artificiali", mentre ora si scoprono gli inghippi del "decreto" (foto IlCentro).

Repubblica riporta i dettagli del decreto, ribatezzato "abracadabra", che prevede impegni solenni, progetti altisonanti, ma poca sostanza nel testo del provvedimento.

Innanzittutto, le cifre:

"Berlusconi e Tremonti avevano annunciato uno stanziamento di 8 miliardi per la ricostruzione dell'Abruzzo: 1,5 per le spese correnti e 6,5 in conto capitale. A leggere il decreto 39, si scopre che lo stanziamento è molto inferiore, 5,8 miliardi, ed è spalmato tra il 2009 e il 2032. Di questi fondi, 1,152 miliardi sarebbero disponibili quest'anno, 539 milioni nel 2010, 331 nel 2011, 468 nel 2012, e via decrescendo, con pochi spiccioli, per i prossimi 23 anni. Da dove arrivano queste soldi? Il governo ha spiegato poco"

La cosa certa è che per la ricostruzione in Abruzzo 500 milioni di fondi dovranno arrivare, entro 60 giorni dal varo del decreto, dalle nuove lotterie ad estrazione istantanea, Lotto e scommesse. E la cosa lascia molto perplessi.

Secondo: altre risorse, tra i 2 e i 4 miliardi di qui al 2013, "dovranno essere attinte al Fas, il Fondo per le aree sottoutilizzate, che dalla Finanziaria in poi è diventato un vero Pozzo di San Patrizio, dal quale il governo pompa denaro per ogni emergenza, senza che si capisca più qual è la sua vera dotazione strutturale".

Insomma, si ha la sensazione che la copertura finanziaria disposta dal decreto sia affidata a fonti generiche e fondi imprecisati: i fondi infatti "potranno essere reperiti grazie alle maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, anche internazionale, derivanti da futuri provvedimenti legislativi".

Un po' vago insomma.

Ma ci sono altre due problematiche: la prima riguarda l'edificazione delle case provvisorie per almeno 13 mila famiglie (pari a un totale di 73 mila senzatetto). I fondi ammonterebbero a circa 700 milioni, ma 400 risultano spendibili quest'anno, 300 l'anno prossimo.

Altro che ottobre come termine ultimo. Si pensa addirittura alla primavera del prossimo anno.

La seconda problematica invece riguarda la ricostruzione delle case distrutte: il governo ha annunciato un contributo pubblico fino a 150 mila euro (80 mila per le ristrutturazioni), "a condizione che le opere siano realizzate nel rispetto della normativa antisismica".

Ma pare che i 150 mila euro nel decreto non ci siano (e su quella cifra il contributo statale effettivo sarà pari solo a 50 mila euro. Altri 50 mila saranno concessi sotto forma di credito d'imposta e altri 50 mila saranno erogati attraverso un mutuo agevolato).

Repubblica  spiega che se questo è lo schema i terremotati d'Abruzzo non avranno nessuna nuova casa ricostruita con contributo a fondo perduto.

Per lo meno, come ha detto questa mattina il procuratore Alfredo Rossini, l'inchiesta della procura sul terremoto che ha devastato l'Abruzzo è a una svolta: si hanno già i nomi delle ditte e degli operatori.

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