La svolta politica dei Paesi Baschi

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di Roberta Piana

I Paesi Baschi stanno vivendo una vera svolta politica; dopo tre legislature di governo nazionalista, hanno iniziato una nuova tappa completamente inaspettata.

L'ex governatore della comunità autonoma, Juan José Ibarretxe Markuartu, lascia il posto a un politico del PSOE, un partito centralista, antitetico a ANV, oltre che non nazionalista.

Il nuovo Lehendakari, Patxi Lopez, nominato grazie ad un patto stretto con il partito dell'opposizione (il Partido Popular) che, in questo contingente - a livello nazionale i due partiti sono eterni rivali, ideologicamente opposti - si è rivelato fondamentale all'esito del socialista, inizia oggi la sua sfida con la storia. 

Le polemiche, come sempre, non sono mancate e non si sono fatte attendere.

Da una parte, gli estremisti, indipendentisti Baschi, si sono opposti al voto con schede nulle, durante le scorse elezioni del 29 febbraio (Elezioni Paesi Baschi). Dopo aver visto svanire, con l'illegalizzazione dei loro rappresentanti, la partecipazione politica necessaria all'appoggio del gruppo terroristico ETA, si sono opposti con questa peculiare protesta: qui l'articolo del giornale l'Economista spiega minuziosamente i dettagli.

Dall'altra parte, i nazionalisti moderati, da sempre difensori di un governo regionale attento all'identità del popolo basco, hanno visto la maggioranza ottenuta dal loro partito, PNV, perdere potere di fronte all'unione dei due partiti centralisti: PSOE e PP;

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