Imperia, Gabriel massacrato a botte: in manette la madre e il convivente

imperia-eptersone.jpgGabriel, 17 mesi, è morto massacrato di botte. La dinamica è ancora poco chiara, poichè i due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Quel che è certo è che il piccolo aveva fegato e reni spappolati, a causa di calci e pugni, ripetuti nel tempo. Una "brutta storia", per il dottor Marco Canepa, dell'Istituto di Medicina Legale di Genova, che ha effettuato l'autopsia.

In manette, con l'accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi, la madre del bimbo, Elizabete Petersone - 20 anni di origini lettoni - e il suo convivente Paolo Arrigo, 24 anni, commerciante di Imperia.

Ad incastrarli proprio la telefonata fatta al 118. "Il mio bambino sta male" , dice all'operatrice la madre del piccolo, mentre sullo sfondo si percepiscono altre voci. Ecco che allora il Pronto Intervento, insospettitito, chiama il 113. All'arrivo dei soccorsi, Elizabete e il suo compagno, parlano di malore, ma i lividi sul corpo del bimbo hanno parlano subito di altro. Inutile la corsa all'Ospedale Civico di Imperia. Gabriel è morto poco prima di entrare al pronto Soccorso."I motivi delle percosse non li sappiamo, qualcuno dice che è stato picchiato perché piangeva, e questo si potrà sapere solo nella prosecuzione dell'inchiesta", ha detto il capo della mobile al Secolo XIX.

I vicini hanno riferito che la coppia litigava spesso e il giorno del dramma stava preparando un trasloco. Ma, Gabriel, non piangeva. Quindi perchè ucciderlo? 

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