Condannati a morte in Egitto il mandante e il killer dell'omicidio di Suzanne Tamim, pop star libanese

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Lo scorso luglio il paradiso del lusso Dubai era stato sconvolto da un terribile omicidio, quello della cantante libanese Suzanne Tamim. L'assassino aveva anche infierito crudelmente su di lei: prima l'ha massacrata a coltellate poi le aveva asportato il volto con un taglierino.

Suzanne viveva a Dubai da sola dopo che l'ex marito Matouk l'aveva obbligata a ritirarsi dalla carriera per dedicarsi al ruolo di moglie e alla casa, motivo per cui la donna avrebbe chiesto il divorzio. Il caso era iniziato come un giallo, ma poi c'era stata una svolta che ha portato alla condanna a morte per impiccagione dell'imprenditore edile e parlamentare egiziano Hisham Talaat Mustafa (foto Corriere).

L'uomo è stato riconosciuto colpevole di aver pagato due milioni di dollari a un ex agente della sicurezza, Mohsen el Sukkari per l'uccisione della cantante per gelosia. Anche l'agente è stato condannato a morte.

Alla lettura della sentenza ci sono stati momenti di tensione dopo che Tarek, il fratello dell'imprenditore, ha aggredito fotografi e operatori che inquadravano gli imputati danneggiando macchine fotografiche e telecamere.

Il padre di Sukkari poi è crollato in un pianto dirotto e poi è svenuto.

All'esterno dell'edificio ci sono stati scontri tra sostenitori di Mustafa e agenti di polizia. La sentenza definitiva, con le motivazioni, sarà resa pubblica il 25 giugno.

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