Via Poma, il giallo dell'omicidio di Simonetta Cesaroni ad una soluzione?

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di Anita Richeldi

Simonetta Cesaroni venne uccisa il 7 agosto del 1990 in via Carlo Poma a Roma, negli uffici dell'Associazione Italiana Alberghi d'Italia con 29 coltellate. Sono passati quasi 20 anni e ancora non si ha un colpevole.

Tra i sospettati all'epoca delle prime indagini: Pietro Vanacore, il portiere dello stabile di via Carlo Poma, Federico Valle di famiglia benestante e nipote di un architetto residente nello stabile in cui è avvenuto l'omicidio, Stefano Volponi, datore di lavoro della vittima e infine Raniero Busco, il fidanzato con un alibi peraltro molto debole.

Oggi grazie alle nuove perizie, siamo forse alla svolta di un mistero durato per due decenni.

Nel 2007 grazie al test del DNA, sono state rilevate tracce della saliva di Raniero Busco sul reggiseno indossato dalla vittima quel giorno; troppo poco però per procedere a un'accusa ma abbastanza per un'inchiesta. Ci sono, però, nuove evoluzioni nelle indagini in corso: la svolta potrebbe giungere dal morso trovato sul seno sinistro di Simonetta e considerato una prova importante perché fatto risalire al momento dell'omicidio.

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