Disastro aereo, nessun dubbio sui resti ritrovati nell'Atlantico: le ipotesi sulla caduta dell'airbus

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A un migliaio di chilometri dalle coste del Brasile e a 2.000 da quelle senegalesi, risiede la chiave del mistero dell'Airbus A330 di Air France scomparso dai radar lunedì scorso con 228 persone a bordo (216 passeggeri e 12 i membri dell'equipaggio) mentre era in volo da Rio de Janeiro verso Parigi.

Nessun dubbio per lo Stato maggiore delle forze armate francesi sui resti ritrovati nell'Oceano Atlantico, "Anche se bisogna ancora recuperare un rottame ed effettuare un'analisi tecnica per avere la conferma definitiva, il dubbio non è più permesso'', ha dichiarato il capitano di vascello Christophe Prazuc. E già martedì sera, il ministro della Difesa brasiliano, Nelson Jobim, aveva affermato di non avere "alcun dubbio" che i resti trovati appartenessero al velivolo scomparso dai cieli.

Le cause della sciagura sono ancora tutte da accertare. Dal fulmine all'azione terroristica, da uno sbalzo di quota a una fortissima turbolenza, fino a un errore umano, non si esclude niente. Alla Francia il compito di coordinare le indagini. Le prime risposte potrebbero arrivare dalla scatole nera a bordo del velivolo, anche se, le autorità brasiliane sono state chiare, sarà molto difficile recuperarle dato che in quel punto l'Oceano raggiunge una profondità di 3000 metri.

Una prima soluzione del mistero si potrebbe arrivare anche grazie alle scatole nere di terra, ovvero il sistema Acars che controlla gli aerei in volo.

Messaggi di cordoglio giungono da tutto il mondo, nel frattempo il Brasile ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.

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