Incidente Air France, recuperati 17 corpi: proseguono le ricerche e i misteri sull'origine della tragedia

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A una settimana dalla terribile tragedia, sono 17 i corpi recuperati delle vittime del disastro aereo del primo giugno quando un'Airbus della compagnia Air France è precipitato nell'oceano Atlantico con 228 persone a bordo (tra passeggeri e membri dell'equipaggio), tra cui 10 italiani. L'aeronautica militare brasiliana ha inoltre reso noto che sono stati individuati altri corpi nelle acque dell'Atlantico e presto saranno recuperati. Sono sei navi e 14 aerei a essere impegnati nelle operazioni di ricerca dei resti dell'aereo - scomparso dai radar mentre era in volo da Rio de Janeiro a Parigi - e degli oggetti appartenenti alle vittime.

In un clima di grande incertezza, la marina brasiliana ha diffuso la prima immagine fotografica di uno dei rottami dell'Airbus. Nella foto, pubblicata da OGlobo (qui sopra), si vede una piccola parte dell'ala e si legge la scritta "Air France", blu su sfondo bianco.

Intanto il mistero sulla caduta del volo Rio De Janeiro- Parigi continua. I 24 messaggi automatici lanciati in quattro minuti - dall'avviso di disinserimento del pilota automatico alle 2.10 a quello delle 2.14 di "Cabin vertical speed", il segnale che la cabina ha subito una depressurizzazione, ovvero l'ingresso anormale di aria esterna- dall'Airbus non risolvono, al momento, nulla.

Ora riporta Corriere, il sottosegretario ai trasporti francese Dominque Bussereau ha riferito che le indagini si stanno concentrando sul cattivo funzionamento dei sensori che misurano la velocità e che potrebbero essersi ghiacciati.

L'unica certezza, insomma, riguarda l'entrata dell'aereo in una forte turbolenza intorno alle 2 Gmt del mattino di lunedì scorso (le 4 in Italia).

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