Slitta a settembre il processo a Google per il video del ragazzo down picchiato

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Una grande eco mediatica sta accompagnando il famoso processo che si sta svolgendo a Milano tra l'associazione ViviDown e Google. Il famoso motore di ricerca è chiamato a rispondere di concorso in diffamazione e violazione della privacy in merito a un video del 2006 caricato su Google Video: nel video si vedeva un ragazzo affetto dalla sindrome di Down vittima di atti di bullismo.

Il processo, che si svolge a porte chiuse è slittato a causa della malattia di un interprete, ma non si può negare l'importanza di un caso del genere. Il punto chiave è: Google (o un qualsiasi social network o sito di video sharing) è responsabile dei contenuti che vengono pubblicati?

I manager del motore di ricerca non ci stanno ad assumersi la colpa e paragonano il loro caso a un postino che viene processato per il contenuto delle lettere. A questo punto, per paradosso, si può processare anche il produttore del cellulare per l'uso sbagliato che se ne è fatto come si chiede Mario Govoni. Non si può nemmeno pretendere che Google esamini uno a uno tutti i video caricati, come commenta Geekissimo.

In effetti ogni minuto nel mondo vengono caricate sul sito quasi 13 ore di video. Su Youtube, altro sito di video sharing, vengono caricate 28.800 ore di filmati al giorno, pari a 10 milioni di ore all'anno.

Il Corriere chiede:

C'è una responsabilità oggettiva di chi offre il canale e la tecnologia di accesso oppure il mondo del web si deve autoregolamentare?

Come spiega  l'avvocato Marco Pancini

"Non ci sono altri processi simili nel mondo perché gli altri come quello su Napster riguardavano il copyright mentre qui di dibatte sui contenuti generati dagli stessi utenti"

E puntualizza

"Noi forniamo gli strumenti agli utenti, la responsabilità di quello che mettono online è loro"

E' quindi impossibile chiedere una forma di controllo da parte della società. Con la mole di video caricati c'è già la possibilità di segnalare un contenuto che per qualche motivo disturba gli internauti. In ogni caso la sentenza del processo costituirà un importantissimo precedente.

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